“Suicide Squad”: recensione

Loc_Campaign_SuicideSquad_2Ci siamo. Suicide Squad, la trasposizione cinematografica delle avventure dei personaggi DC Comics creati da Ross Andru, Robert Kanigher e John Ostrander, arriverà domani, 13 agosto, nelle sale italiane.

La pellicola è firmata dal regista David Ayer (Fury) e nel cast troverete Jared Leto (Joker) Adam Beach (Slipknot), Jai Courtney (Captain Boomerang), Cara Delevingne (Enchantress), Karen Fukuhara (Katana), Joel Kinnaman (Rick Flag), Margot Robbie (Harley Quinn), Will Smith (Deadshot), Adewale Akinnuoye-Agbaje (Killer Croc) e Jay Hernandez (El Diablo).

Il film racconta la storia di un ente governativo segreto gestito da Amanda Waller (Viola Davis) e chiamato Argus, che crea una task force composta da terribili criminali. A loro vengono assegnati compiti pericolosi da portare a termine. In cambio la promessa di ottenere la clemenza per le loro pene detentive.

Ma questi supercriminali letali possono davvero unire le forze e combattere assieme per il bene dell’umanità? A quanto pare, sì… ma ovviamente aspettatevi di tutto, perché sono pazzi, violenti e fuori controllo. Già… sono tutti, più o meno, ingestibili e sfacciatamente fatali, ma anche dannatamente umani.

Il loro obiettivo è sconfiggere il terrorismo internazionale e lo scenario qui è tutto militare. Infatti, una volta reclutati, i super villain tireranno fuori il peggio del peggio e collaboreranno per annientare altri malvagi come loro. L’incantatrice rivelerà la sua terribile doppia faccia e inizierà a minare il mondo a colpi di sortilegi diabolici. Il sadico Joker, il cui ruolo e battute sono rilegati a pochi frame, sarà ancora una volta sghignazzante e scatenato più che mai. Harley Quinn, invece, oltre a sfoggiare una mise seducente, tra vari ammiccamenti sexy, sarà brutalmente folle e super innamorata. Aspettatevi anche un Killer Croc scontroso e poco incline ai rapporti interpersonali; un Chato Santana (detto El Diablo )che si rivelerà essere un micidiale sputafuoco umano, e un Digger Harkness truffaldino e spietato, che lancerà boomerang come proiettili.

Ma il più credibile di tutta questa dissennata squadra, e il più carismatico in assoluto, sarà Deadshot, perché Will Smith qui dà vita a una serie di gag divertenti e a scene action veramente magnetiche.

Da un punto di vista tecnico, la regia di Ayer è consciamente selvaggia, energeticamente apocalittica, digitalmente fenomenica e narrativamente surreale. In Suicide Squad, il dramma si fonde con l’epica militare e sentimentale e il gusto per l’eccesso è infinitamente debordante, anche se i siparietti esilaranti tentano di smorzare, di tanto in tanto, l’effetto pirotecnico e psichedelico del film, con ironia e umorismo.

In linea di massima, Suicide Squad, anche se non è esente da difetti, è un lungometraggio che punta l’occhio di bue sulla feccia della feccia, dove la palese scorrettezza e strafottenza, nonché il saliscendi emotivo e lunatico dei personaggi, regala allo spettatore un viaggio accattivante in un mondo oscuro e perfido. A livello ritmico, poi, è sostanzialmente irresistibile. Quindi, anche se poteva essere migliore, il film resta comunque una visione godibile fatta di atmosfere cupe, di una narrazione chiassosamente pop e di musica lanciata a tutto spiano. In poche parole vedere Suicide Squad sarà come salire sulle montagne russe e imboccare un tunnel dagli esorbitanti toni dark e finire dritti, dritti nell’universo squilibrato e azzardato dei cattivi. Insomma, una sfida da accettare a vostro rischio e pericolo…

Silvia Casini

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