Anche i richiedenti asilo in campo per gli sfollati: “Vogliamo aiutarli”

(Photo by Manuel Romano/NurPhoto via Getty Images)
(Manuel Romano/NurPhoto via Getty Images)

Dopo il sisma che l’altra notte ha colpito il centro Italia, con epicentro tra le province di Rieti, Ascoli e Teramo, tante sono le iniziative di solidarietà, con la popolazione che in queste ore fa quel che può, rispondendo alle richieste di collette alimentari, per il vestiario e per i prodotti per l’igiene personale quotidiano e con un gesto semplice e concreto come donare il sangue. In queste ore, inoltre, si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti di Amatrice, sede del polo agroalimentare del Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga.

In campo a favore degli sfollati, in queste ore, sono scesi anche alcune decine di richiedenti asilo, da varie parti d’Italia. Tra loro, una ventina, quasi tutti nordafricani, ospiti di una struttura gestita dal Gus a Monteprandone, nell’ascolano, partiti alla volta di Amandola, uno dei centri marchigiani più colpiti dal sisma, essendo vicino all’epicentro del terremoto. “Sono stati loro – ha detto Paolo Bernabucci del Gus – a chiedere di poter dare una mano in questo momento tragico per la regione che li ospita”. Il Gus si è reso disponibile a dare conforto e ospitalità esso stesso agli sfollati.

Iniziative simili da parte di dieci profughi ospiti dei centri di accoglienza “Damasco” di Benevento, mentre il Consorzio Maleventum ha comunicato alla Protezione Civile e alla Prefettura di Rieti la possibilità di ospitare gratuitamente 100 persone sfollate nelle proprie strutture del beneventano. “Non è solo un modo per ricambiare l’accoglienza ricevuta, ma anche e soprattutto la volontà di poter dimostrare che possono contribuire ad aiutare e magari migliorare la nostra Italia”, ha spiegato in una nota Nicole Sansonetti, presidente della coop. Costruiamo Insieme, che ha avanzato richiesta di poter supportare con l’aiuto dei migranti le popolazioni terremotate.

Il pocket money devoluto agli sfollati

Infine, gli ospiti delle strutture Sprar di Gioiosa Ionica, in Calabria, hanno invece deciso di devolvere il loro pocket money – i 2,5 euro giornalieri che ricevono per le piccole spese personali – ai migranti ospitati fino a oggi ad Amatrice, le cui strutture sono crollate l’altra notte. Lo ha spiegato l’Anci, sottolineando che tra i profughi che abitavano nel centro del reatino “al momento resta un solo disperso, mentre sette persone sono state trasferite negli ospedali per ricevere cure adeguate e nessuno sarebbe in pericolo di vita” e auspicando “che iniziative come quella dei richiedenti asilo di Gioiosa Ionica possano velocemente estendersi a tutte le altre strutture Sprar presenti nei Comuni italiani”.

GM