Sale ancora il numero delle vittime, poche speranze di trovare superstiti

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Si aggrava il bilancio del terremoto di magnitudo 6 che ha colpito un’area a cavallo tra le province di Rieti e Ascoli alle 3:38 della notte tra martedì e mercoledì. Nel primo pomeriggio di ieri, Protezione civile, sindaci e Ansa avevano reso noto che erano 63 le vittime accertate, compresa la famiglia di 4 persone di Accumoli – mamma, papà e due bambini piccoli – che per ore i soccorritori hanno tentato di salvare.

Poco fa, intervenendo al Gr1 Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione Civile, ha sottolineato che quel dato si è quadruplicato: l’ultimo bilancio ufficiale è di “247 morti, ma si tratto di un numero aperto”, destinato a crescere ancora. Facendo le dovute proporzioni con precedenti eventi sismici verificatisi nel Centro Italia nell’ultimo ventennio, il sisma che colpì Umbria e Marche nel settembre 1997 fece undici vittime e quello dell’Aquila del 6 aprile 2009 provocò 309 vittime, ma in entrambi i casi si parla di aree più densamente popolate, dove gli sfollati furono decine di migliaia, mentre in questo caso si parla di circa 4mila persone.

Che il bilancio sia destinato ad aggravarsi rispetto a quello ufficiale della Protezione Civile lo chiarisce purtroppo Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, che questa mattina ha rilevato: “Cresce il numero dei morti, ad Amatrice siamo già a oltre 200”. Alcuni soccorritori hanno peraltro fatto sapere che “i cani ‘molecolari’ non fiutano più da diverse ore persone vive a Pescara del Tronto”, che “non è un buon segno, ma le speranze non sono finite”. La terra intanto continua a tremare: una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.5 è avvenuta alle 5:17 con epicentro tra Accumoli, nel Reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno.

GM