Terremoto: stabile il numero dei morti, ma si scava ancora

(Roberto Silvino/NurPhoto via Getty Images)
(Roberto Silvino/NurPhoto via Getty Images)

268 morti accertati, 238 persone estratte vive dalle macerie: queste le cifre ufficiali del terremoto che ha colpito l’area dei Monti della Laga. Nelle scorse ore, contrariamente a quanto si era detto ieri, i soccorritori, in particolare i vigili del fuoco, hanno lasciato sperare che qualcun altro possa essere ritrovato in vita. Una speranza arriva anche dalla vicenda di Giulia e Giorgia, le due bimbe salvate dopo molte ore dal sisma. In ogni caso, con il passare delle ore, il bilancio – sempre più vicino a quello del terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila – sembra definirsi.

Nelle Marche, il comandante regionale dei vigili del fuoco Ugo Bonessio, che si trova al campo base di Arquata del Tronto, ha fatto sapere che “non risulta più alcun disperso” dopo il forte terremoto. In ogni caso, le ricerche in tutto il territorio colpito dal sisma vanno comunque avanti. Da parte sua, Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, il paese che con oltre duecento vittime ha pagato il sacrificio più alto in termini di vite umane, ha rilevato che “mancano almeno quindici persone all’appello”.

Il paese – la cui amministrazione per il crollo della scuola si costituirà parte civile – è in piena emergenza: “Devo garantire l’accesso ai mezzi di soccorso, perché siamo isolati, non ci stanno più le strade. La gente deve sapere che ha i servizi e si deve registrare. Sono state allestite le tendopoli; per questioni di sicurezza e per una migliore assistenza vi invitiamo a raggiungere queste aree. Per tutte le informazioni chiedete al punto informativo fuori al parco Minozzi”, sono le drammatiche parole di Pirozzi.

Ponte a rischio crollo

Il primo cittadino ha anche spiegato: “Non vi nascondo la mia profonda preoccupazione sul Ponte Rosa che sta nelle condizioni di crollo. Speriamo Dio che regga, poiché se crolla anche questo noi resteremo fuori ogni collegamento. Ero fiducioso per il ponte a Tre Occhi, crollato questa mattina a seguito dell’ultima scossa. Sulla programmazione stiamo individuando un’area idonea per i servizi scolastici e altri piccoli borghi dove verranno installate casa in legno modello Trentino o Svizzera, ma non voglio un quartiere ghetto perché le comunità devono restare nel proprio territorio. Sia rispettato il senso di appartenenza, noi restiamo quì anche in rispetto verso tutti coloro che negli anni hanno scelto di trascorrere le vacanze con gli amatriciani!”.

GM