Laura Boldrini tra la gente colpita dal sisma: “Sembra una guerra…”

Boldrini
(Franco Origlia/Getty Images)

Era presente anche sabato mattina ai funerali di Stato delle vittime “marchigiane” del terremoto che ha colpito le comunità dei Monti della Laga, ma non solo: la presidente della Camera, Laura Boldrini, marchigiana di nascita, in questi giorni è stata sempre presente nelle zone colpite dal sisma, mettendo in evidenza la necessità di esequie collettive. “Sarebbe stato un segnale bruttissimo se lo Stato non avesse deciso di fare un funerale collettivo e solenne per le vittime del terremoto. Le famiglie stavano già per portare via le salme”, aveva rilevato nei giorni scorsi.

“A Pescara ho pensato alle macerie di un bombardamento. Chi fugge dalla guerra in Siria perde tutto come chi ha perso i sacrifici di una vita nel terremoto. Queste persone vanno assistite anche psicologicamente”, spiega oggi Laura Boldrini, che è stata Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati, in un’intervista al ‘Corriere Adriatico’. La sua speranza è che nella ricostruzione vengano seguiti i buoni esempi: “mettere al sicuro le buone pratiche e imparare dagli errori fatti”, sono le parole d’ordine, anche se restano le perplessità sull’assenza dei decreti attuativi.

La terza carica dello Stato insiste: “La nuova legge di bilancio sarà il momento di fare le scelte, anche di stanziamenti. Fare in modo che diventino priorità la stabilità architettonica, edifici, materiali, concentrarci sul tema”. Poi entra nel dettaglio: “C’è una legge dopo L’Aquila che prevede l’obbligatorietà di costruire ex novo in base a criteri antisismici. Sul già costruito, ci sono facilitazioni per i privati e incentivi fiscali, il 65%, per chi vuole ristrutturare secondo parametri antisismici”.

Riguardo le polemiche sulle seconde case, la Boldrini chiarisce: “Quando ci sono seconde case bisogna capire come migliorare le situazione. Un privato pur in presenza di facilitazioni, non sempre è motivato a fare lavori antisismici. E non lo si può obbligare a farli”. La presidente della Camera assicura: “C’è stata grande prontezza nel primo intervento dei corpi dello Stato e anche questa è espressione dello Stato”.

Hanno paura di restare soli

Secondo Laura Boldrini, “queste persone sono disposte a dar fiducia alla politica ma non a scatola chiusa, in bianco. Io non ho avvertito sentimento di avversione e ho girato tanto: Pescara, Arquata, Borgo, Spelonga, Amandola. Ho sentito che vogliono fidarsi perché finora la risposta è stata buona. Il problema è il dopo. Temono di essere lasciati soli, con l’inverno, al loro destino”. Poi dice: “La politica a tutti i livelli deve dare risposte certe, la strada è la sinergia istituzionale”.

La presidente della Camera ribadisce il suo impegno personale: “Continuerò l’interlocuzione tra istituzioni, ci ritroveremo a discutere quando avremo il quadro e gli strumenti legislativi chiari. Governo, Camere, regioni, enti locali e Comuni con protezione civile. Questo è l’approccio, e su questo farò da stimolo sempre”. Laura Boldrini ne è convinta: “Non cominciamo dall’anno zero, il modello Marche ha funzionato, va riprodotto con le eventuali migliorie necessarie”.

“La gente è disposta a rimboccarsi le maniche come ha sempre fatto. L’importante è coinvolgerla, farla sentire parte attiva del processo di ricostruizione. Se non ricordo male tangenti nel terremoto del ‘97 non ce ne furono: torno al punto delle buone pratiche”, sottolinea infine la Boldrini, concludendo: “La popolazione vuol rimanere vicino casa e per quanto possibile il desiderio va rispettato, le valutazioni e le risposte le daranno gli esperti”.

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GM