A una settimana dal sisma, molte salme non hanno ancora un nome

Tra le macerie di Amatrice (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Tra le macerie di Amatrice (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

A una settimana dal sisma che ha colpito le province di Rieti e Ascoli, ci sarebbero ancora una cinquantina di salme che non hanno un nome, mentre resta incerto il numero dei dispersi. Nel frattempo, si continua a scavare tra le macerie dell’Hotel Roma di Amatrice, uno dei simboli della tragedia del terremoto che ha colpito i Monti della Laga, e in mattinata è stato recuperato un nuovo corpo senza vita, il sesto e ultimo tra quelli individuati nei giorni scorsi all’interno di una delle camere crollate.

L’altro giorno, in base a quanto si apprende, risultavano essere identificate tutte e 50 le vittime recuperate in provincia di Ascoli (Arquata e Pescara del Tronto), mentre tra quelle estratte dalle macerie del Reatino (Amatrice, Accumoli e le frazioni) c’erano dubbi sull’identificazione di una cinquantina di persone. A questo si aggiungono le parole di Titti Postiglione, a capo dell’ufficio emergenza della Protezione civile: “Un numero ufficiale dei dispersi non c’è”.

Prova a fare chiarezza sui numeri il professor Luca Poli, che ad Amatrice svolge il ruolo di commissario medico per i servizi sanitari: “Da qui ho mandato via in tutto 239 salme. Di quei 239, sette sono stati portati a Rieti con identità ancora presunte, cioè erano persone alle quali era stato dato un nome ma che non erano state identificate formalmente, cosa che sarà avvenuta nel frattempo. Altri sette erano per noi del tutto ignoti”.

Il mistero dei romeni

Per cercare di venire a capo del mistero di questi corpi che ancora non hanno un nome, si deve fare una conta delle vittime straniere: ce ne sono tre di Londra, una ragazza spagnola e una che veniva dal Centro America, poi un padre di famiglia di nazionalità albanese. Fin qui, coi numeri, sembra essere tutto apposto. I conti non tornano invece se si parla della comunità romena presente in questi territori. Ne risultano identificati solo tre in provincia di Rieti e una donna in provincia di Ascoli.

Tra loro, Maricica Iosub, una donna di 35 anni, che lavorava come cameriera in un ristorante di Amatrice, dove viveva da 15 anni, e il 12enne Emanuel Bulmoaga. I media romeni rilanciano però da giorni un comunicato del ministero degli Esteri che parla di undici vittime come “tributo di morte pagato dal Paese” e di quattro dispersi. Molte delle vittime, stando alle ricostruzioni, potrebbero essere badanti giunte lì con le famiglie travolte dalla tragedia e non sembra essere un caso che la Romania è risultata fra i primi cinque Paesi che il 26 agosto aveva cercato maggiormente le parole “terremoto in Italia” su Google.

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GM