Il fornaio di Amatrice tra i cadaveri non identificati

Gianni Cicconi (foto dal web)
Gianni Cicconi (foto dal web)

È stato ritrovato il corpo di Gianni Cicconi, 50 anni, uno dei tre fornai di Amatrice, che al momento della prima scossa stava lavorando nel suo laboratorio, ed era stato successivamente inserito nell’elenco dei dispersi ma i vigili del fuoco, dopo aver cercato tra le macerie del forno non avevano trovato il corpo. Nelle scorse ore, dopo l’esame del Dna, Gianni Cicconi è stato identificato tra le salme che erano in attesa di un nome e un cognome, poi riconosciuto dai familari.

La sua vicenda è nota: sua figlia Benedetta la sera del 23 agosto, prima di rincasare, è passata dal padre fornaio per chiedergli di svegliarla lui l’indomani mattina. “Papà mi svegli tu domattina per favore?”. Dice la figlia. E il padre risponde: “Va bene, ti chiamo io, tranquilla”. La figlia di Gianni Cicconi non ha mai perso la speranza: “Quello che pensiamo è che sia rimasto sepolto sotto le macerie da qualche parte lungo la strada. Perché quello che rimane del forno e delle case accanto è stato controllato e lì il corpo di Gianni non c’è. Hanno trovato morto il suo aiutante, ma lui ancora niente”.

Poi aveva proseguito, tracciando un profilo del padre: “Ha imparato il mestiere dal mio nonno materno e d’estate praticamente lavorava dalle quattro del pomeriggio a mezzogiorno del giorno dopo. Sonno, poco o niente. Lo aiutavo anch’io, di pomeriggio, e qualche volta ci divertivamo a fare delle fotografie. Ecco, questa l’abbiamo fatta martedì, poche ore prima del terremoto”.

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GM