Renzi studia le mosse per il futuro

Matteo Renzi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

In un Italia attanagliata dalla morsa della crisi e lesionata da un terremoto che ha colpito violentemente il suo cuore, torna a parlare il premier Renzi e ne ha per tutti. L’ex sindaco di Firenze si è soprattutto soffermato sugli interventi fiscali che verranno apportati in futuro e sulla gestione delle finanze in vista del risanamento dei luoghi colpiti dal sisma. Particolare attenzione soprattutto su quest’ultimo punto, l’Italia, infatti, si è sempre dimostrata molto sprecona nell’utilizzare i soldi pubblici causando, il più delle volte, più danni di quelli che c’erano prima degli interventi di bonifica. Il primo ministro, infine, si è lasciato andare anche a qualche battuta su Roma 2028.

Il premier ha cominciato parlando dei prossimi cambiamenti che vuole apportare per uscire fuori dalla crisi: “Abbassare le tasse, non conosco altra regola. Lo dicono in tanti, ma poi nessuno lo fa mai. L’anno prossimo porteremo l’Ires al 24% e lo stesso faremo anche con l’Iri per le società di persone. Sugli autonomi, invece, faremo un intervento per dare maggiori certezze ai giovani. Credo che ci sarà un segno positivo per il Pil. A me interessa che il paese riparta e che investa nel futuro. I bonus fiscali non verranno intaccati, resterà tutto come è, noi vogliamo abbassare le tasse. Abbasseremo, infatti, anche il canone Rai”. L’ex primo cittadino di Firenze parla anche della questione terremoto: “In Italia, il problema che riguarda i soldi è quello di controllare. I soldi ci sono, mi preoccupa di più il controllo su di essi. Se poi dovessero mancare useremo tutte le flessibilità europee. L’ho detto anche alla Merkel, quei soldi ce li prendiamo perché per la tutela della scuola dei miei figli non guardo in faccia nessuno. Il sisma ha interessato quattro regioni, potevamo fare quattro commissari, ma abbiamo deciso di farne uno che parlasse con tutti. Errani è una persona preparata che ha già affrontato lo stesso problema in Emilia”. Riguardo al referendum ha poi aggiunto: “Non abbiamo pensato alla data del referendum. In questa settimana non c’ho pensato nemmeno per un attimo. In merito ho già detto quello che dovevo dire, chi mi conosce sa cosa farò. Infine, sulla candidatura di Roma ai giochi olimpici: “La Raggi entro il 7 ottobre dovrà firmare la lettera di impegno della città, se non la firma Roma è fuori. Secondo me sarebbe un grave errore, perché a sensazione credo che siamo in pole. In ogni caso è lei che ha vinto, deve decidere lei, in caso di rifiuto, per il 2028 sceglieremo un’altra città”.

Antonio Russo