“Mamma ti voglio bene”: il miracolo della bimba muta

(Websource / Sun)
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Quando l’ha sentita parlare, sua madre è rimasta di sasso. Mai si sarebbe aspettata che l’adorata figlioletta riuscisse a dirle “Ti voglio bene”, dopo l’infezione letale che l’aveva colpita privandola della facoltà di parola. Eppure il “miracolo” è accaduto: Layla Astley, tre anni, aveva contratto la sepsi ad appena 13 settimane dalla nascita e dopo l’infezione (aggravata da una serie di altre complicazioni) i suoi genitori, Hayley, 34 anni, e Matt, 35, si erano preparati al peggio. Gli stessi medici che l’avevano presa in carico temevano non ci fosse più nulla da fare. Poi dopo 24 lunghissime ore di lotta tra la vita e la morte, grazie all’aiuto degli antibiotici ma soprattutto a un’ammirevole tenacia, la piccola ha dimostrato di essere più forte della malattia. E proprio quando sua madre si era rassegnata a comunicare con lei attraverso la lingua dei segni, ha confermato che in certi casi non bisogna mai dire mai.

Con l’aiuto di segni e simboli, Layla è riuscita ad articolare le prime parole e ora è addirittura in grado di pronunciare una frase da sola, come appunto “Ti voglio bene”. Hayley, che di lavoro fa l’assistente sociale, ha raccontati ai colleghi del Sun che “Layla è il nostro piccolo miracolo… E’ una vera combattente e, una passo alla volta, ha fatto enormi progressi”. Mamma e figlia hanno imparato a comunicare attraverso il Makaton, un particolare linguaggio progettato per chi ha problemi nello sviluppo della capacità di parola. “La speranza era quella di aiutarla a esprimersi, ma Layla è andata oltre le aspettative e ha cominciato a mettere insieme le prime frasi – continua – . Alla fine è stato straordinario sentirla conversare con la sorellina, Lilly-Mai”. “E per una madre – conclude – non c’è niente di più bello che sentirsi dire ‘ti voglio bene’ dalla propria figlia”.

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EDS