Gigi D’Alessio all’attacco: “Dette falsità sul mio conto”

Gigi D'Alessio (Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images)
Gigi D’Alessio (Roberto Serra/Iguana Press/Getty Images)

Gigi D’Alessio è da sempre un personaggio molto controverso per l’opinione pubblica italiana. Ogni suo gesto viene, infatti, di solito amplificato a dismisura ed è di frequente oggetto o di critica estrema o di grande ammirazione. Negli ultimi giorni il cantante napoletano è risaltato agli occhi della stampa per due fatti diametralmente opposti. Il compagno di Anna Tatangelo, infatti, aveva annunciato che l’ultima data del suo tour mondiale avrebbe visto l’intero incasso devoluto alle popolazioni colpite dal sisma. A fare da seguito ad un gesto così bello però, c’ha pensato una notizia davvero poco gradevole. Secondo alcune fonti, infatti, il cantante avrebbe accumulato debiti per un ammontare pari a 25 milioni di euro, tanto da trovarsi attualmente, praticamente sul lastrico. La novità ha fatto subito il giro del web ed ha raggiunto anche le orecchie dello stesso D’Alessio, che scottato dalla cosa ha voluto fare chiarezza con un lungo post su Facebook indirizzato al ‘Corriere della Sera’.

Andiamo con ordine però. Siamo nel  2009 quando D’Alessio decide di affidarsi all’amico Giovanni Cottone per investire i propri soldi in nuove attività imprenditoriali. Per prima cosa, il cantante partenopeo decide di lanciare il suo nuovo album ‘6 come sei’ in abbinata ai decoder e a dei lettori Mp4 dell’Akai (azienda di proprietà di Cottone). La scelta non paga al musicista partenopeo che non si vede riconosciute le copie vendute in abbinata ai prodotti Akai da parte della Fimi, che non lo premia con i meritati riconoscimenti. I dati ufficiali parlano di 70mila copie vendute, ma probabilmente conteggiando quelle date insieme a decoder e Mp4 sarebbero molte di più. Cottone però continua a fiutare l’affare e propone al buon D’Alessio un’altra allettante proposta. L’idea è di quelle patriottiche, riportare il marchio Lambretta in Italia. Per il cantante è amore a prima vista, la sua idea è quella di rilevare dalle mani della Fiat i capannoni dell’Irisbus di Avellino e far ripartire dalla sua terra il sogno Lambretta. Cottone convince l’amico a sposare il progetto, ma gli nasconde, per ovvie ragioni, che in realtà il marchio è già stato venduto dagli indiani ad una società olandese con la quale egli stesso è in causa. Intanto D’Alessio è sempre più convinto, le stime parlano di impiegare ben 3mila operai campani nei nuovi stabilimenti Lambretta, una manna dal cielo in una terra in cui la disoccupazione è a livelli altissimi. I due si impegnano con la banca di Legnano per circa 8 milioni di euro. Intanto la compagna di Cottone, Valeria Marini guadagna visibilità a bordo delle nuove Lambretta come madrina nei concerti di D’Alessio. Il progetto continua e nel 2010 arriva anche un album a tre con Anna Tatangelo, Valeria Marini e lo stesso D’Alessio dal titolo ‘Tre per te’ che dovrà portare soldi nelle casse di alcune importanti associazioni benefiche. Nel 2013 però tutti i nodi escono al pettine e per tutti è tempo di tirare le somme. Per prima cosa una sentenza del tribunale di Milano sancisce che il marchio Lambretta è inutilizzabile da parte delle aziende di D’Alessio e Cottone. Inoltre l’imprenditore palermitano sposatosi intanto con la Marini è costretto ad annullare le nozze con quest’ultima da parte della Sacra Rota poiché aveva ‘dimenticato’ di informare la soubrette, che lui in chiesa era già sposato. Cottone nel 2014 viene coinvolto in un nuovo scandalo, questa volta a Bergamo e questa volta a farne le spese è il suo amico di vecchia data, il procuratore Finolli, che perde il posto. D’Alessio intanto si ritrova da solo a fronteggiare i debiti lasciatigli in dote dall’amico. Il cantante napoletano però c’ha tenuto a precisare attraverso il proprio profilo Facebook che la somma di cui è debitore è ben lontana dai 25 milioni di euro sbattuti un po’ su tutte le testate. Si attendono ulteriori sviluppi, sperando che tutti si assumano le loro responsabilità.

Antonio Russo