Gente in strada nelle zone terremotate (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Gente in strada nelle zone terremotate (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Trema ancora la terra nel centro Italia, dopo il devastante sisma della notte tra 23 e 24 agosto di magnitudo 6.0. Per tutta la notte, infatti, si sono ripetute scosse di assestamento, la più forte delle quali – di magnitudo 4.3 della scala Richter – è stata percepita alle 3.34 con epicentro a quattro chilometri da Norcia e una profondità di undici chilometri. In tutto sono state una trentina le scosse della notte scorsa, tutte di lieve entità, con un picco di magnitudo 3.0 registrato tra Norcia ed Arquata del Tronto alle 5.19.

Il sisma delle 3.34 di stanotte è stato uno dei più violenti tra le diverse scosse registrate, ormai nell’ordine delle migliaia, dalla notte in cui si è verificato l’evento principale, che ha provocato oltre duecento vittime nella sola Amatrice. La scossa di stanotte ha fatto tornare in strada le persone in tanti paesi dell’Appennino Centrale e non ha provocato feriti, mentre il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, ha precisato che vi sarebbero stati dei piccoli crolli sulle mura antiche della città e in altri punti già danneggiati dalle precedenti scosse.

Ieri era stata una giornata di relativa calma, mentre l’altro pomeriggio era stata registrata una scossa di magnitudo 3.7 della scala Richter, che è stata percepita alle 13.36 con epicentro a ridosso del Parco Nazionale del Gran Sasso, nell’aquilano, a sette chilometri da Amatrice. L’altra mattina, inoltre, altre tre scosse di magnitudo 3.1 sono state avvertite con epicentro in tre differenti aree: la prima, alle 8.49, ha avuto come epicentro il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, tra Castelsantangelo sul Nera e Montemonaco. Alle 11.40, la terra ha tremato a pochi chilometri da Arquata del Tronto. Infine alle 13.02 l’epicentro è stato individuato nei pressi di Norcia.

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GM