“Avevo un tumore al seno e ho rifiutato chemio e radio”

(Justin Sullivan/Getty Images)
(Justin Sullivan/Getty Images)

Nel momento di maggior polemica sui malati di tumore che rifiutano le cure tradizionali a favore di altri metodi poco ortodossi e soprattutto non provati scientificamente, e dopo il duro intervento di Umberto Veronesi, viene diffusa oggi un’intervista ad una donna di Bologna che ha fatto proprio una scelta di quel tipo. Intervistata da Bologna Today, la signora che ha voluto rimanere anonima e che ha 64 anni, racconta: “Il tumore al seno mi è stato diagnosticato nel 2004. Si trattava di un cancro a basso tasso di cattiveria ed esteso ai linfonodi: sono stata operata e da quel momento ho dovuto combattere due battaglie. La prima è stata quella legata alla mia scelta di non volere una protesi, la seconda il rifiuto di sottopormi alla chemioterapia e alla radioterapia. Mi dicevano continuamente che a livello psicologico sarebbe stato meglio ‘ricostruire’ il seno che non c’era più, ma io non ho voluto mettere della ‘plastica’ nel mio corpo, in quel momento mi importava solo di portare a casa la pelle”. La donna poi spiega la scelta di non curarsi coi metodi tradizionali: “Al tempo mi ero informata e avevo saputo che il mio tumore non era metastatico (e che quindi non era di quelli che potevano portare a delle metastasi). Mi sono confrontata con una amica oncologa e ho preso questa decisione. Quando ho chiesto al mio medico le percentuali che avevo di sopravvivere, sono rimasta sconvolta: mi disse che avevo il 15% delle possibilità e che la radioterapia avrebbe fatto salire questo numero del 5/6%. A quel punto sono stata ancora più sicura della mia scelta”. Ecco poi l’utilizzo delle famose e famigerate cure alternative: “Ho fatto il vaccino di Zora (il vaccino immunologico non tossico del professor Giuseppe Zora), i retinoidi di Di Bella (la cura Di Bella l’acido retinoico riporterebbe le cellule tumorali alla normalità), preso l’Immunage (un integratore ottenuto da papaya biofermentata), dei funghi cinesi e qualche altro integratore”. Oggi la donna afferma di stare bene e di controllarsi periodicamente come tutti. Certo il suo caso specifico, tra l’altro molto particolare data la peculiarità del tipo di tumore che aveva attaccato il suo seno, non prova nulla. E’ solo una testimonianza che non fa certo letteratura scientifica.

F.B.