Audi gialla: nove mesi dopo, clamorosa svolta nelle indagini

Audi gialla (foto Questura)
Audi gialla (foto Questura)

C’è una svolta clamorosa nell’inchiesta sui banditi dell’Audi gialla, che lo scorso gennaio terrorizzò il Nord-Est. Come noto, la potente vettura con targa svizzera è stata l’incubo della zona. L’auto, che avrebbe causato un incidente mortale in cui ha perso la vita una donna è stata vista percorrere ad alta velocità via Schiavonia, la strada che collega la strada Terraglio di Treviso con Casale sul Sile. Successivamente, è stata data alle fiamme in aperta campagna, vicino ad un torrente, tra i comuni di One’ di Fonte ed Asolo. Era la notte tra lunedì 25 e martedì 26 gennaio.

Nelle scorse ore, secondo quanto si apprende, i Carabinieri di Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Venezia, al confine tra l’Albania e la Grecia, in esito a specifica ed articolata indagine, tramite il Servizio di Cooperazione Internazionale del Ministero dell’Interno e con la collaborazione della polizia ellenica, hanno tratto in arresto Rama Vasil, 36enne albanese. Gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che sia lui il conducente dell’Audi gialla.

La misura cautelare scaturisce da complessa attività investigativa, anche con supporto tecnico del RIS di Parma: Rama Vasil farebbe parte di una banda di criminali provenienti dal Nord-Est non nuovi a questo tipo di azioni. In più occasioni, infatti, i banditi per coprirsi la fuga avrebbero utilizzato auto di grossa cilindrata. Il fatto che l’auto fosse stata data alle fiamme aveva reso complesse le indagini: il rogo ha cancellato ogni traccia, soprattutto le impronte digitali ed eventuali capelli, ma anche residui di sudorazione o materiale organico contenente Dna, andati a fuoco insieme ai passamontagna lasciati nel veicolo.

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GM