Molti profughi vanno in vacanza nei posti dai quali fuggivano: è polemica

Profughi giunti in Germania (Sean Gallup/Getty Images)
Profughi giunti in Germania (Sean Gallup/Getty Images)

Qualcosa non torna e molti si chiedono: “Se i profughi vanno in vacanza nei Paesi dai quali sono fuggiti perché perseguitati forse vuol dire che non era vero che in quel posto rischiavano così tanto?” La domanda è più che legittima e deriva dalla constatazione resa nota da un’inchiesta del quotidiano tedesco Die Welt che molti dei richiedenti asilo giunti in Europa se ne tornano poi per dei periodi di vacanza proprio nei posti dai quali erano fuggiti. Parliamo di zone senza dubbio poco tranquille come Siria, Afghanistan, Libano. Quindi è chiaro che non si tratta di paesi dove regna la pace assoluta. Però la domanda rimane: perché tornarci se si è fatto di tutto per fuggirvi? A confermare il trend anche il Ministero per le Migrazioni e i Profughi creato proprio dal governo di Angela Merkel per gestire l’emergenza migranti che interessa la Germania da oltre un anno. “Ci sono diversi casi come questi, noi non ci occupiamo però di fare indagini o statistiche a tal proposito, per cui non abbiamo informazioni precise a riguardo” si limita a dire un portavoce ministeriale. Tra l’altro fanno sapere fonti governative tedesche quello che fanno questi profughi non sarebbe nemmeno permesso dalla legge dato che il ritorno in patria anche se per un breve periodo è considerato un indicatore del fatto che quelle persone non siano veramente perseguitate e che quindi non abbiano i requisiti per ricevere gli aiuti e i sussidi che lo Stato tedesco garantisce loro.

F.B.