Tensione, rabbia e lacrime ai funerali di Tiziana Cantone

Tiziana Cantone (foto dal web)
Tiziana Cantone (foto dal web)

E’ arrivato in chiesa a Casalnuovo il feretro di di Tiziana Cantone, giovane 31enne di Mugnano, che era stata immortalata in un video mentre tradiva il suo fidanzato in auto con un altro uomo. All’ingresso della bara bianca, la mamma della ragazza, Maria Teresa Giglio, ha avuto un malore. La donna, straziata da un dolore immenso, si è accasciata a terra ed è stata quindi sorretta da alcuni familiari, mentre fuori dalla chiesa alcuni passanti si facevano il segno della croce.

La vicenda personale di Tiziana Cantone sta avendo in queste ore una vasta rilevanza mediatica: come noto, il filmato che vedeva “protagonista” la giovane è stato poi diffuso su internet e la sua frase “Stai facendo il video? Bravo” era diventato un autentico tormentone. A causa del clamore suscitato da quanto accaduto e probabilmente della vergogna, nei giorni scorsi la giovane donna ha deciso di farla finita. Proprio nelle scorse ore, era intervenuta la mamma della ragazza, accusando l’ex fidanzato di avere delle responsabilità nel gesto estremo.

Ai funerali, iniziati da poco, partecipa anche l’assessore alle Pari opportunità del Comune di Napoli, Daniela Villani, che ha commentato quando successo: “Tiziana è vittima di una cultura sessista che tragicamente incide sulla vita delle donne. Il divario di genere comincia dove si stabilisce una demarcazione tra il giudizio destinato a una donna, perché donna, e quello destinato a un uomo, perché uomo. Le logiche del branco agiscono perpetrando tali differenze di genere, che si adeguano pericolosamente a tempi e tecnologie, segnando e mietendo vite”.

Il membro della giunta guidata da Luigi De Magistris ha evidenziato come “nella conversazione globale, ovvero una comunità online costruita sull’idea che ogni contributo sia ugualmente valido, poco importa se qualcuno viene schiacciato da questo meccanismo, i molestatori assumono la stessa importanza delle loro vittime. Ma dal momento che il molestatore riduce la sua vittima al silenzio, diventa più importante imponendo la propria ideologia. Ecco perché il web sembrerebbe avere un’innata tendenza ad incitare all’odio”.

 

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GM