Foto di Emanuela Orlandi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

Foto di Emanuela Orlandi (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/GettyImages)

Una voce femminile si lamenta e implora i suoi aguzzini di smetterla: “Basta mi fai male, oddio quanto sangue”, le parole che si sentono nell’audio, fatto ascoltare dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’. Secondo la trasmissione, quella sarebbe la voce di Emanuela Orlandi, la quindicenne scomparsa da Città del Vaticano nel 1983 e mai più ritrovata, mentre alcuni ignoti la stanno seviziando. Nella registrazione –  della quale la famiglia Orlandi è venuta in possesso tre mesi fa – è stata rilevata la presenza di tre voci maschili che parlano con accento romanesco. I parenti di Emanuela Orlandi si dicono convinti che quella sia proprio la voce della figlia.

Questa la trascrizione integrale dell’audio:
Si sentono prolungate esclamazioni maschili
A. “Oddio il sangue, quanto sangue…”
nell’ambiente si sentono rumori provenienti dall’esterno tipici del traffico cittadino
A. Si lamenta “ahio, ah..” (respira affannosamente)
B. voci incomprensibili.
A. “Mi fa male, no!” (piange, dice “basta” con la bocca semitappata). “Sto svenendo, sto svenendo” si sente un rumore di qualcosa appoggiato al microfono.
A. (Sospiro) “Ahh…viene…Ahiaa, mi sento male…oddio mi sento male….ahio…che male…dio che male, che male! Dovevo darti quel numero di telefono”
B. Voce maschile romanesca
A. “Non più”
B. Voce maschile: “No, fatti fare”
A. Si lamenta e continua a ripetere basta con la bocca semitappata.
B. Voce metallica di sottofondo : “Vogliam travèl”
A. (continua a lamentarsi respirando affannosamente): Oddio, ahio, oddio, perché non la smettete…perché Dio….Dio perché…Oddio”.

Un mistero lungo 33 anni

Quasi un anno e mezzo fa, la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sulle sparizioni di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, scomparse rispettivamente il 22 giugno e il 7 maggio 1983. Lo ha reso noto il procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone. La Procura spiegava che “all’esito delle indagini che hanno approfondito tutte le ipotesi investigative man mano prospettatesi non sono emersi elementi idonei a richiedere il rinvio a giudizio di alcuno degli indagati”.

In dissenso con alcuni aspetti della richiesta fatta dalla Procura, ha scelto di non firmare l’archiviazione il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, ovvero il magistrato che negli ultimi anni ha coordinato l’inchiesta, il quale ha anche “richiesto la revoca dell’assegnazione del procedimento”. Da quella richiesta oggi emergono particolari caduti nell’oblio, riguardanti uno dei protagonisti del caso Orlandi, un amico della ragazza scomparsa.

A ottobre 1987, in una telefonata pervenuta alla redazione della trasmissione Telefono Giallo un uomo disse: “Sono Pierluigi, se parlo mi ammazzano”. Quel giovane era Pierluigi Magnesio, “probabilmente da identificarsi con il cittadino vaticano e amico di Emanuela Orlandi, nato il 18 gennaio 1968”.

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GM