Choc in Belgio: eutanasia a un bambino malato terminale

Eutanasia (John Moore/Getty Images)
Eutanasia (John Moore/Getty Images)

Un bambino affetto da una malattia terminale ha scelto, con l’autorizzazione dei genitori, l’eutanasia: l’episodio è avvenuto in Belgio ed è la prima volta da quando nel 2014 venne approvata la legge che consente di estendere questa pratica anche ai minori di 18 anni “capaci di discernimento”. Wim Distelmans, presidente della Commissione federale sul controllo e la valutazione della pratica, ha sottolineato l’eccezionalità del caso: “Esistono fortunatamente pochi pazienti di questo tipo, ma ciò non significa che abbiamo il diritto di negare loro il diritto ad una morte dignitosa”.

L’approvazione della legge che estendeva l’eutanasia ai minori venne accolta con molte polemiche dalle forze politiche italiane, mentre da parte della Chiesa il dissenso fu durissimo. Tra i primi a commentare nel nostro Paese la notizia dell’eutanasia a un minore c’è Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Coscioni, secondo la quale quanto avvenuto “non dovrebbe stupire: lo Stato, in questo caso il Belgio, ha rispettato la volontà di un suo cittadino”.

Sul tema è intervenuto anche il radicale Marco Cappato: “Purtroppo in Italia i media, incluso il servizio pubblico radiotelevisivo, affrontano la questione solo per inseguire i casi di cronaca. Si fa finta di non sapere che l’eutanasia clandestina è una realtà praticata anche sui minori, rispetto alla quale il Belgio è stato il primo Paese al mondo ad avere il coraggio di porre regole a garanzia dei malati, delle loro famiglie e dei medici. Purtroppo, il caso di oggi sarà certamente usato come spauracchio per evitare una assunzione di responsabilità della politica italiana e continuare a girare la testa dall’altra parte”.

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GM