“E’ l’amore della mia vita, ma mi ha rotto la vagina”

“Mio figlio mi ha rotto la vagina”. Con questa frase tranchant una celebre blogger australiana ha sfatato e dissacrato il mito e la poesia, coltivati e cresciuti nei secoli, del parto naturale. Ma lei si schernisce spiegando che è la cruda verità. Avvertimento: se chi sta leggendo questo articolo è una donna incinta, probabilmente farebbe meglio a non andare avanti. In tono “leggero” e spiritoso, ma non per questo poco serio, una simpatica mamma che risponde al nome di Zoe George spiega cosa succede veramente “là sotto” dopo un parto naturale. E lo fa nel suo seguitissimo blog, The Subtle Mummy (“La mamma sottile), dove racconta appunto che il primogenito “mi ha rotto la vagina” e ricorda come il suo pavimento pelvico ha cominciato a “scoreggiare” dopo il parto.

Zoe, che di lavoro fa l’insegnante ed è madre di Ari, due anni, e Ambrosia, otto mesi, confessa di aver prestato poca attenzione alle “chiacchiere” sul parto prima di averne fatto esperienza diretta. Scrive: “Ti dicono di fare un parto naturale… dicono che ti cambia la vita… Vi dico una cosa: il mio primo figlio mi ha rotto la vagina e non solo… anche se non volete saperlo ve lo dico lo stesso”. “Si tratta – prosegue -di qualcosa che nessuno vi dice sulla fantastica vita post-parto naturale: il pavimento pelvico”. Si va dagli esercizi su quella parte nascosta del corpo prima del parto che la eccitavano da morire, con enorme imbarazzo dell’inserviente ospedaliera e del marito che assisteva alla scena, alle involontarie e incontrollabili “fuoriuscite” d’aria da… insomma, avete capito, dopo la nascita di Ari, con altrettanto grande imbarazzo. “Non erano scoreggette istantanee… duravano almeno cinque secondi. Ora, contate per cinque secondi e capirete quando possano essere lunghe. Non avevo idea di cosa stesse succedendo ma ero sicura al 100% che venivano da me”. Detto questo, l’arguta blogger rassicura tutti sottolineando che i problemi pelvici sono risolvibili e che vale la pena affrontarli per mettere al mondo un figlio. “Quello che passiamo è nulla in confronto al sorriso che il nostro marmocchio ci regalerà ogni giorno”, conclude.

EDS