“Classe pollaio”, un ragazzino allontanato dalla scuola

Crocifisso a scuola (CESAR MANSO/AFP/Getty Images)
(CESAR MANSO/AFP/Getty Images)

Si sfoga la mamma dell’undicenne di Villafranca in Lunigiana, ‘rifiutato’ dal comprensivo Baracchini, perché la classe che dovrebbe frequentare è affollata: “Faccio quello che devo fare, mio figlio deve andare a scuola, si tratta della scuola dell’obbligo”. In una scuola italiana contrassegnata dalle polemiche per le “deportazioni” e per contestate immissioni in ruolo, dunque, una nuova macchia, quella dei respingimenti di bambini. Nel caso specifico, l’odissea del piccolo e della sua famiglia inizia giovedì, quando il bambino è stato rispedito a casa.

La madre però non è disposta ad arrendersi e stamattina si presenterà davanti all’istituto accompagnato dai genitori e dall’avvocato della famiglia, con il nulla osta della scuola che aveva frequentato in precedenza. Secondo il dirigente scolastico, quel ragazzino non può entrare in classe perché questa è composta già da venti alunni dei quali uno disabile e la legge parla chiaro rispetto alle “quote” da rispettare.

Tutt’altro che d’accordo la madre: “Su questa storia voglio andare fino in fondo, abbiamo iscritto nostro figlio all’unica scuola media pubblica del Comune. Dopo pochi giorni ci è arrivata una comunicazione dalla scuola che ci spiegava che non avrebbe potuto prendere parte alle lezioni. Noi abbiamo anche già comprato i libri e il bimbo ha la residenza a Villafranca”. Il bambino, in pratica, ha frequentato le elementari e il primo anno delle medie in Garfagnana dove ha vissuto con i nonni, poi è stato bocciato e i genitori hanno voluto riportarlo a Villafranca.

“Non possiamo portarlo ogni giorno in una scuola di un altro comune” – spiega la mamma – “l’istituto di Villafranca deve quindi consentirgli di seguire le lezioni”. Non la pensa però nello stesso modo il dirigente scolastico Roberto Cecchi, già protagonista di scelte contestate quando lo scorso anno ha lasciato alla porta i genitori dalla tradizionale recita natalizia per evitare che postassero sui social network video e foto dei bimbi. Per capire quanto accaduto, il ministro dell’Istruzione Giannini, in seguito ad una segnalazione del senatore Lucio Barani, ha inviato a Villafranca gli ispettori.

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GM