Autopsia choc: così venne ucciso dai suoi aguzzini Luca Varani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:37
Luca Varani (Facebook)
Luca Varani (Facebook)

Sono stati resi noti a distanza di diversi mesi i risultati dell’autopsia sul cadavere di di Luca Varani, 23 anni, ucciso in maniera atroce in un appartamento del quartiere Collatino, alla periferia di Roma, da Manuel Foffo e Marco Prato. Lo scorso 4 marzo, il giovane venne colpito almeno cento volte a martellate e a coltellate, seviziato per lungo tempo e alla fine morto dissanguato per le troppe ferite subite. L’esame autoptico è stato consegnato al pm Francesco Scavo, che indaga sull’orrore consumatosi. Emerge così che Luca Varani è stato colpito da una trentina di martellate a testa e bocca, poi da una ventina di coltellate inflitte a livello superficiale, al solo scopo di torturarlo.

Le analisi eseguite dal perito nominato dal gip in sede di incidente probatorio confermano in sostanza l’impianto accusatorio secondo il quale Manuel Foffo e Marco Prato contribuirono in egual misura a compiere l’atroce delitto. Lo sconcertante quadro era già emerso dal provvedimento in cui i giudici del Riesame negano la scarcerazione del giovane organizzatore di feste gay, che – attraverso il suo legale Pasquale Bartolo – aveva sollecitato gli arresti domiciliari.

Secondo i magistrati, infatti, Marco Prato aveva “una personalità malvagia e crudele, pronta ad uccidere nuovamente, potendosi presentare nuove facili occasioni, avendo i due colpito una persona a caso”. A lungo, i due giovani si erano accusati a vicenda. Per Manuel Foffo è tutta colpa di Marco Prato, “sarebbe stato lui a decidere di versare un farmaco nel bicchiere di Luca Varani e subito dopo a dire che doveva morire”. Controaccusava il 29enne omosessuale che “l’idea di uccidere sarebbe stata presa da Foffo, che dopo avere partecipato a dei giochi erotici a tre, sarebbe come impazzito

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GM