Nella “Giungla” di Calais: “Volontari in cerca di sesso coi migranti”

(Websource / Sun)
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Negli stessi giorni in cui le autorità francesi sono impegnate nella costruzione del famigerato muro lungo otto km e alto quattro per impedire ai clandestini che bivaccano da mesi a Calais di tentare l’ingresso illegale in Gran Bretagna, ecco che viene scoperchiato il vaso di pandora della “Giungla”, il mega accampamento arrivato a ospitare oltre 10mila immigrati in attesa dell’occasione giusta per salpare Oltremanica. Un accampamento-bidonville di fortuna nel quale si sarebbe consumato un giro di violenza sessuale da far impallidire, tanto più che i protagonisti della vicenda non sarebbero – una volta tanto – i clandestini, bensì i volontari che camuffavano i loro abusi con la maschera dell’aiuto ai bisognosi.

A rivelare la vicenda è stata un’inchiesta del quotidiano britannico Indipendent nata da un post (poi cancellato) pubblicato su Facebook e dal quale era scaturita una discussione fra i volontari di Calais. “Ho sentito di ragazzini – si leggeva in quel post – all’apparenza sotto l’età del consenso, che hanno avuto rapporti sessuali con i volontari. Ho sentito di uomini che sfruttavano la prostituzione nella Giungla. Ho sentito di volontari che hanno avuto rapporti anche con più partner in un giorno, solo per ricominciare il giorno dopo allo stesso modo”. La conclusione, se possibile, è ancor più cupa: “So che tutto quello che ho sentito è solo una piccola parte di una più grande vicenda di abusi”. Secondo l’autore del post, i volontari avevano gioco facile in quanto i rapporti di forza erano evidentemente sbilanciati: i clandestini di Calais sapevano di poter contare solo su di loro per le esigenze di vita comune, dando quindi origine a un rapporto di totale subordinazione.

I contorni della vicenda, nel suo complesso, rimangono oscuri vista anche la reticenza di molte delle persone coinvolte ad affrontare l’argomento. Una sorta di conferma arriva però da Clare Mosely, fondatrice della onlus Care4Calais, che ha ammesso la segnalazione di almeno un suo volontario per comportamenti definiti “inadeguati”, senza però che si procedesse all’espulsione dello stesso. Curiosamente, il volontario in questione aveva già lavorato per un’altra associazione, Auberge des Migrants, da cui era però stato allontanato per lo stesso motivo. Una portavoce di Auberge des Migrants ha a sua volta raccontato come una volontaria sia stata ripresa in quanto era solita “dormire” con più uomini pescando fra gli ospiti, tanto da essere poi fuggita con uno di loro. E i casi come questo sarebbero, per l’appunto, molto numerosi: l’indifferenza fra protagonisti maschi e femmine è confermata anche dall’autore del messaggio di cui sopra, il quale addirittura considera gli episodi di violenza di donne su uomini più diffusi rispetto a quelli di uomini su donne.

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EDS