Così Matteo Cagnoni teneva sotto ricatto continuo la moglie

Matteo Cagnoni e Giulia Ballestri (foto dal web)
Matteo Cagnoni e Giulia Ballestri (foto dal web)

Nuovi particolari emergono nelle indagini sull’omicidio di cui è accusato Matteo Cagnoni, il noto dermatologo di Ravenna, conosciuto anche per aver partecipato a diverse trasmissioni televisive di divulgazione scientifica, che avrebbe ucciso la moglie Giulia Ballestri, la 40enne trovata morta in casa nella sua villa. L’uomo era arrivato a minacciare la moglie, col ricatto di diffondere, a familiari e conoscenti, le registrazioni audio dei suoi incontri segreti col nuovo compagno, sorpresi nell’intimità. Minacce che poi erano diventate realtà. Infatti a quanto pare il dermatologo avrebbe fatto ascoltare le registrazioni ad alcuni amici per convincerli sulle responsabilità della moglie circa la separazione. Secondo gli inquirenti Matteo Cagnoni aveva scoperto ad agosto l’infedeltà della consorte grazie all’apporto di un’investigatrice privata.

Applicando un Gps sotto l’auto della moglie sapeva sempre dove si trovava, inoltre aveva clonato il cellulare, riuscendo così a intercettare messaggi e conversazioni tra Giulia Ballestri e il suo amante. Ieri la polizia scientifica è tornata nella villa dell’orrore. Gli investigatori, arrivati anche da Bologna, sono rimasti sulla scena dalle 9 alle 20, alla ricerca di nuovi indizi e reperti. La posizione di Matteo Cagnoni si è aggravata anche dopo che alle accuse di omicidio aggravato e occultamento di cadavere si è aggiunta quella di violenza sessuale: da quel che si apprende da ambienti investigativi, infatti, il corpo privo di vita di Giulia Ballestri è stato trovato quasi completamente nudo. E’ presumibile quindi che il dermatologo abbia abusato della moglie, prima di ucciderla. Inoltre, l’amante della donna accusa Matteo Cagnoni di pretendere dalla moglie rapporti sessuali, che lei accettava per non esacerbare i problemi matrimoniali.

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GM