Referendum, ecco la data

Matteo Renzi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Matteo Renzi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Il referendum è ormai alle porte e si decide sulla possibile data in cui svolgerlo. I weekend quotati sono quello del 27 novembre e quello del 4 dicembre. Per ora non vi sono ancora notizie certe e le due opzioni, secondo il governo, hanno pari opportunità di essere scelte. La decisione verrà presa domani pomeriggio in una riunione del Consiglio dei ministri. Per ora il giorno più quotato è quello del 4 dicembre, intanto gli esponenti dell’opposizione protestano per non essere stati consultati nella scelta della data.

Il referendum sarà un importante snodo per il nostro paese. In caso di vittoria del “Si”, infatti, verrà ridisegnata completamente la nostra Costituzione, almeno dal punto di vista governativo. Il Movimento 5 Stelle, intanto, si schiera in maniera compatta a favore del “No”. In particolare la sindaca di Roma, Virginia Raggi che da Palermo attacca il governo: “Non mollo, tranquilli. Loro ci dipingono come una squadra di persone divise, ma in questo momento siamo più uniti che mai e lo devono sapere. Noi dobbiamo lavorare sull’ordinario, abbiamo trovato una città devastata, c’è tutto da ricostruire ed è quello che stiamo facendo. Noi non dobbiamo perseguire il consenso, ma fare ciò che serve ai cittadini, senza pensare ad accontentare le lobby. Ed è per questo che noi facciamo paura, perché abbiamo le mani libere e non dobbiamo rendere conto a nessuno se non ai cittadini. Ci attaccano per qualunque cosa, ora anche per le mie orecchie”. Poi la stoccata a Renzi: “Doveva rottamare tutti, ora è al tavolo con Malagò, Montezemolo e Verdini e governa con quelli che hanno portato il Paese a depressione e disoccupazione. Ecco perché hanno tremato quando abbiamo detto no alle Olimpiadi. E se hanno tremato per le Olimpiadi, con il no al referendum vedranno la loro fine”. Per il resto, diverse forze politiche non hanno visto di buon occhio la scelta di Renzi di scegliere la data senza consultasi con tutti gli schieramenti politici, anche se ciò non è da escludere che avvenga domani prima della riunione del Consiglio dei ministri. La data più calda è sicuramente quella del 4 dicembre, infatti, questa scelta permetterebbe di avere più tempo a Renzi e i suoi per preparare una campagna pro-Si, inoltre darebbe più tempo alla Camera per approvare in prima lettura la legge di stabilità. L’unica problematica sarebbe quella di essere una data eccessivamente a ridosso del ponte dell’Immacolata. In ogni caso comunque in parlamento c’è vento di polemica e la tempesta è solo accucciata dietro una porta già spalancata.

Intanto a sorpresa è stata annunciata la data contravvenendo alla precedenti previsioni che volevano la decisione rimandata a domani anche per favorire un consulto preliminare con le altre forze politiche. Si è optato per il 4 dicembre ed è già pioggia di polemiche sulla scelta. I sostenitori del “No”, infatti, ritengono che tale scelta è stata portata avanti solo per permettere di fare una propaganda più proficua in favore del “Si”. Un po’ da tutto il mondo politico vi sono aspre critiche a Renzi, secondo molti responsabile di aver “imposto” a tutti le proprie scelte. Intanto il premier ha scelto la sua Firenze, il 29 settembre per far partire la propaganda per il “Si”.

Antonio Russo