Giunta Raggi nel caos: non trova l’assessore e continua a perdere pezzi

Virginia Raggi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
Virginia Raggi (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Ancora caos nella giunta capitolina, dove ieri Virginia Raggi ha perso un altro pezzo: infatti si è dimesso il ragioniere generale Stefano Fermante, sottolineando come alla base ci sia la “mancanza di un indirizzo politico”. Nel giro di un mese, la giunta pentastellata ha perso diversi pezzi: a fine agosto, c’erano state le dimissioni del Capo di Gabinetto e dell’assessore al bilancio, Carla Romana Raineri e Marcello Minenna. In seguito era toccato all’assessore Paola Muraro, finita nel mirino della Procura per abuso d’ufficio e violazioni di norme ambientali. Il suo nome circolava da giorni negli ambienti investigativi, visto che per dodici anni è stata consulente dell’Ama e da luglio sia lei che il sindaco Virginia Raggi sapevano della notizia di indagine. Era stata sostituita da Raffaele De Dominicis, che però non è praticamente mai entrato in carica.

Infatti, il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha firmato l’atto di revoca della nomina di Raffaele De Dominicis ad assessore al Bilancio, avocando a sè ad interim le deleghe a Bilancio, Patrimonio e Partecipate. L’annuncio è stato dato da Virginia Proverbio, Vicecapo vicario di gabinetto del sindaco. La Raggi aveva poi spiegato: “In settimana arriveranno i nomi degli assessori. Ho spacchettato le deleghe come da mia idea iniziale perché la riorganizzazione delle partecipate deve essere gestita autonomamente da Bilancio e Patrimonio”. In ogni caso, il sindaco è intenzionato a non mollare e anche il suo vice Daniele Frongia non ha dubbi: “La macchina amministrativa non si è affatto fermata. Roma avanti”. Secondo l’assessore con delega allo sport è stato fatto “ordine sul bilancio e anche sull’organizzazione interna” e poi soprattutto si è lavorato “all’eredità in termini di assenza di bandi di proroghe, in alcuni casi illegittimi che abbiamo dovuto affrontare subito, per non lasciare i cittadini senza alcuni servizi essenziali”.

Nel frattempo, però, il consigliere della Corte dei Conti, Salvatore Tutino, ha deciso di tirarsi indietro rispetto a un eventuale incarico come assessore al Bilancio: “Avevo dato la mia disponibilità consapevole delle difficoltà e dei rischi che l’impegno avrebbe comportato. Ma pensavo a difficoltà legate all’impegnativo lavoro che mi sarei trovato ad affrontare come assessore al bilancio della Capitale”. Contro il magistrato si era esposto in particolare Roberto Fico e Tutino aveva rilevato: “Sono sulla graticola sottoposto a esami surreali. Sono diventato oggetto di una contesa in cui, più che i curricula, contano le illazioni e dove le falsità e le beghe di una certa politica fanno aggio su professionalità e impegno. Gli attacchi, del tutto ingiustificati, da parte di esponenti della forza politica che dovrà sostenere le scelte della giunta, minano alla base ogni possibilità di un proficuo lavoro. Perciò, nel ringraziare la sindaca per la considerazione, ritiro la mia disponibilità a fare l’assessore al bilancio. Continuerò, con serenità e rinnovato impegno, a dare il mio contributo alla Corte dei conti”.

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GM