Tolleranza zero contro la droga: “Sarò l’Hitler dei tossicodipendenti”

Rodrigo Duterte (Getty Images)
Rodrigo Duterte (Getty Images)

Nelle Filippine è in atto una forte azione di contrasto al traffico di droga portata avanti dal presidente Rodrigo Duterte, dopo la sua elezione. Si parla già di migliaia di morti fatti sia dalle forze dell’ordine che da privati cittadini che vogliono dare il proprio contributo alla causa. Tra le vittime “eccellenti” di questa guerra che non conosce sconti Maria Aurora Moynihan, figlia del barone Moynihan di Leeds, un lord britannico deceduto nel 1991, e sorella dell’attrice Maritoni Fernandez.

Duterte, rientrato a Davao, sua città di origine, dopo una visita in Vietnam, ha intanto annunciato con parole scioccanti la sua intenzione di intensificare questa campagna: “Hitler ha massacrato tre milioni di ebrei. Ora ci sono tre milioni di tossicodipendenti (nelle Filippine). Io sarei felice di massacrarli”. Rodrigo Duterte è agghiacciante: “Sapete, mie vittime, io voglio…eliminare il problema dal mio paese e salvare la prossima generazine dalla perdizione”. Del resto, il presidente ha vinto la sua campagna elettorale puntando molto sul contrasto al narcotraffico, in una lotta “nella quale almeno 100mila persone dovranno morire”.

Rodirgo Duterte ha anche respinto al mittente le critiche della comunità internazionale e l’intervento ad esempio del Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon e del presidente Usa Barack Obama: “Voi Usa, Ue. Chiamatemi come volete. Ma io non sarà mai ipocrita quanto voi. Ci sono migranti che fuggono dal Medio Oriente. Voi permettete che loro marciscano, e vi preoccupate della morte di mille, duemila, tremila persone?”.

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GM