Il gesto di Matteo Cagnoni prima della causa di separazione

Matteo Cagnoni con Giulia Ballestri (foto dal web)
Matteo Cagnoni con Giulia Ballestri (foto dal web)

Nuovi retroscena emergono nella vicenda di Matteo Cagnoni, il noto dermatologo in carcere a Sollicciano con l’accusa di avere ucciso la moglie Giulia Ballestri, la 40enne trovata morta in casa nella sua villa a Ravenna. Secondo fonti investigative, nel corso della causa di separazione dalla moglie, il medico noto per aver partecipato a diverse trasmissioni tv si sarebbe disfatto dei suoi beni, tra cui un immobile e fondi per un milione e 200 mila euro. La formula era quella della cessione a familiari stretti in cambio di corrispettivi non congrui oltre a quella delle donazioni. Gli inquirenti hanno già ascoltato il notaio ravennate che aveva perfezionato le cessioni in questione.

Intanto, il gip Piervittorio Farinella, così come aveva fatto il collega di Firenze, ha disposto il carcere per Matteo Cagnoni, sottolineando come questi avesse “l’ossessione per lo sputtanamento” negli ambienti “altolocati” ravennati. Il dermatologo viene accusato anche di violenza sessuale. Pare, infatti, che il corpo privo di vita di Giulia Ballestri è stato trovato quasi completamente nudo. E’ presumibile quindi che il dermatologo abbia abusato della moglie, prima di ucciderla. Accuse confermate anche da dichiarazioni dell’amante della donna e da un sms della vittima, in cui manifestava le proprie preoccupazioni.  Ci sono poi quei graffi sulla pelle, che il dermatologo ha così giustificato: “Mentre scappavo sono finito tra i rovi e sono caduto”. Negli ultimi tempi, infine, il presunto assassino sarebbe arrivato a minacciare la moglie, dopo averla scoperta in atteggiamenti intimi con il suo amante.

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GM