Mark Wahlberg: “Abbiamo voluto omaggiare le vittime e i superstiti della Deepwater Horizon”

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Photo credits: La Presse

Abbiamo incontrato Mark Wahlberg e Lorenzo di Bonaventura a Roma per la presentazione del film Deepwater – Inferno sull’oceano.

La pellicola diretta da Peter Berg e in uscita il 6 ottobre svela la tragedia avvenuta nel 2010 riguardante l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon al largo della Louisiana.

Fu il più grave disastro ecologico della storia americana che causò anche la morte di undici persone.

Il protagonista, ovvero Mark Wahlberg, e il produttore, Lorenzo di Bonaventura ci hanno parlato approfonditamente di questo progetto e nello specifico l’attore ha dichiarato: “Sin dall’inizio, abbiamo cercato di focalizzare il nostro lavoro in un’unica direzione. Con questo film volevamo mostrare le cause del disastro che colpì la Deepwater. Ho anche conosciuto Mike Williams, il sopravvissuto che interpreto nel film, proprio per avere un racconto più diretto, reale, sentito. Al di là dell’inquinamento ecologico, volevamo porre l’accento sulla storia di quegli uomini e donne che con coraggio riuscirono a far fronte al disastro e omaggiare la memoria delle undici vittime. Durante la preparazione ho potuto contare su Mike e non avendo accesso a una vera piattaforma petrolifera, perché purtroppo non ci venne mai accordato un vero permesso, grazie ai suoi consigli ho potuto interpretare al meglio il mio ruolo. Sono anche andato in un centro di formazione per le perforazioni petrolifere e Mike mi ha fatto da guida. È stato molto importante averlo affianco a me sul set. Inoltre, per lui è stata un’esperienza catartica. Non si è fatto impressionare dal mio curriculum e ho dovuto guadagnarmi la sua fiducia. Ma quando ha capito che il film sarebbe stato un vero e proprio omaggio alle vittime e ai superstiti del disastro avvenuto sulla Deepwater Horizon, è stato davvero felice del progetto”.

“Questo film è stato molto difficile dal punto di vista produttivo, anche perché abbiamo dovuto costruire una piattaforma di circa 900.000 kg di acciaio. Un’impresa incredibile da portare avanti con la grande responsabilità di raccontare una storia vera. Inoltre, abbiamo cercato di realizzare il film nel pieno rispetto delle vittime, facendo molta attenzione all’aspetto umano”, ha aggiunto il produttore Lorenzo di Bonaventura.

“In effetti, non abbiamo avuto nessuna collaborazione da parte della BP, nonostante abbia provato a mettermi in contatto con loro, perché volevo sentire la loro campana”, ha aggiunto Wahlberg.

“Comunque, ho capito perfettamente che chi lavora su una piattaforma petrolifera, rischia la vita. Il modo in cui quelle persone sono state di unire le forze per salvarsi la pelle, ma anche per porre fine al disastro, è stato eroico. Ecco perché abbiamo cercato di infondere quel coraggio all’interno del film. Per noi è stato importante concentrarci sui personaggi, e fortunatamente gli Studios hanno accolto la nostra idea. Era fondamentale poter presentare a dovere le persone che si trovavano realmente su quella piattaforma nel 2010. Non volevamo fare un semplice disaster movie che contasse sulla parte action mista agli effetti speciali, sentivamo che era opportuno far conoscere quelle vite, e quindi abbiamo puntato tutto sull’aspetto umano. Spesso faccio film commerciali per poter fare poi progetti che mi interessano, proprio come questo, perché le storie vere per me sono fonte d’ispirazione”.

Tra i prossimi lavori di Mark Wahlberg ci sono Patriot’s Day, il nuovo film di Peter Berg e un nuovo progetto con David O. Russell, di cui ha dichiarato: “Patriot’s Day è un film che parla dell’attacco terroristico durante la maratona di Boston, che è la mia città natale. Il messaggio del film è che alla fine l’amore vince su tutto. Mentre il biopic di O. Russell sarà dedicato a Padre Stuart Long. Fu uno straordinario prete del Montana. Era stato un giocatore di football, e grazie alla sua chiamata spirituale riuscì a diventare una fonte di ispirazione per molte persone. Era affetto da una grave malattia degenerativa. In fondo, io amo interpretare eroi ordinari, propri come quelli della Deepwater Horizon, e anche quest’ uomo ha ispirato con il suo coraggio e la sua fede migliaia di persone. Ecco perché farò di tutto affinché la sua storia diventi un film”.

Silvia Casini

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