“Il quesito referendario è una truffa”, scatta il ricorso

(JIM WATSON/AFP/Getty Images)
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Mentre i medici impongono lo stop forzato a Silvio Berlusconi, che non potrà così impegnarsi dunque nella campagna per il no al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, arriva il ricorso al Tar del Lazio di Sinistra Italiana e M5S contro il testo del quesito, poiché “così formulato finisce per tradursi in una sorta di ‘spot pubblicitario’, tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo che ha preso l’iniziativa della revisione e che ora ne chiede impropriamente la conferma ai cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale”. Chiarisce il senatore pentastellato Vito Crimi: “Il testo de referendum è una truffa”.

Si legge in una nota che accompagna il ricorso: “I ricorrenti lamentano che il quesito predisposto dal Quirinale non tiene conto di quanto stabilito dall’art. 16 della legge 352-1970, secondo cui, quando si tratti di revisione della Costituzione, il quesito referendario deve recare la specifica indicazione”. Inoltre, “il quesito oltre a non specificare quali siano gli articoli della Costituzione interessati dalla riforma, alcuni dei quali ben più importanti di quelli citati (come la nuove modalità di elezione del Presidente della Repubblica e dei Giudici costituzionali di derivazione parlamentare), si limita invece a riprodurre il titolo del ddl di revisione, che, assieme al corretto ma insufficiente riferimento ad alcuni istituti incisi dalla revisione, riporta impropriamente anche una presunta finalità della legge (il c. d. contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni), che non trova specifico riferimento in alcuna delle norme revisionate, potendone semmai essere una conseguenza, neppure certa e comunque irrisoria”.

A presentare il ricorso sono stati gli avvocati Enzo Palumbo e Giuseppe Bozzi, nella loro qualità di elettori e di esponenti del Comitato Liberali x il NO e del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, e i senatori Crimi e Loredana De Petris (Sinistra Italiana-SEL). A loro replica il senatore Pd Andrea Marcucci: “Il M5s sfiora il ridicolo. Il quesito del referendum costituzionale del 4 dicembre è conforme alla legge. E’ davvero incredibile che gruppi parlamentari che non hanno presentato un emendamento per cambiare il titolo del disegno di legge in oltre due anni, oggi facciano un inutile ricorso al Tar”.  Marcucci aggiunge: “La malafede dei cinque stelle e di Sinistra italiana è dimostrata anche dal fatto che il comitato per il no ha raccolto le firme per il  referendum costituzionale sullo stesso quesito oggi contestato”.

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GM