( VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

( VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

C’è chi fa di tutto pur di non avere migranti sul proprio territorio, ci sono forze politiche che ne hanno fatto una ragione di vita e poi c’è la Basilicata. Spiega tutto Marcello Pittella, presidente delle Regione: “L’accoglienza? Noi abbiamo deciso di cambiare passo ampliando ancor più il nostro impegno per i rifugiati e i richiedenti asilo, focalizzando tutte le migliori esperienze e le energie regionali e proponendo un approccio sistemico alla materia della migrazione e del diritto di asilo”. Dunque i mille migranti assegnati alla piccola Basilicata dal governo secondo Pittella potrebbero essere almeno il doppio. Il governatore prosegue: “In controtendenza rispetto a tutte le altre regioni italiane, nel 2015 ho manifestato personalmente, la volontà del governo regionale di andare anche oltre la quota di riparto nazionale dei flussi migratori, offrendo di accogliere fino a 2000 migranti. Questo perché la giunta regionale che ho l’onore di presiedere considera l’accoglienza un’opportunità che, se ben strutturata, può essere un’occasione di sviluppo per il territorio. Soprattutto per le aree interne”. Le cifre della Basilicata fanno davvero impressione: 2240 richiedenti asilo di cui 185 minori non accompagnati. 44mila migranti hanno un lavoro, al 90% con un contratto. Oltre la metà lavora in agricoltura. Gli stranieri dunque rappresentano il 13% circa della forza lavoro totale, cioè più di un lavoratore su 10 è straniero.  Come se tutto ciò non bastasse è arrivato in Basilicata anche Naguib Sawiris, il magnate egiziano che voleva acquistare un’isola per poter accogliere i migranti. Il miliardario ha scelto questa regione per il suo progetto economico e sociale soprannominato “We are the people” per favorire la crescita del territorio e garantire l’accoglienza dei rifugiati. Una serie di iniziative che stanno cambiando completamente una regione del nostro Paese. Un caso da studiare e osservare per provare a capire se sia esportabile anche in altre zone d’Italia.

F.B.