Veronica Panarello (screen shoot you tube)

Veronica Panarello (screen shoot you tube)

Clamorose dichiarazioni di Francesco Villardita, l’avvocato di Veronica Panarello, la mamma di Santa Croce Camerina accusata di avere ucciso il figlio di 8 anni Loris Stival.  Il legale sorprende tutti dicendo: “Una sua compartecipazione nell’atto preparatorio del delitto c’è stata. Ma l’omicidio non lo ha commesso lei”. E poi, intervistato da Today, prova a fare un ritratto della sua assistita sulla quale grava ora la richiesta di condanna a 30 anni di reclusione per omicidio e occultamento di cadavere: “Veronica Panarello non è una manipolatrice. Ha effettuato, invece, un difficoltoso percorso intimo e tormentato per arrivare alla confessione della verità. Fisicamente è migliorata rispetto ai primi mesi passati in carcere, ma psicologicamente è molto provata. Si aspetta che venga data giustizia a chi deve avere giustizia e pace a chi merita pace. Veronica ha sempre detto la verità: quando ricordava di avere accompagnato il figlio a scuola perché lo aveva rimosso e ora che accusa il suocero di avere ucciso lui Loris”. Insomma la tesi è sempre quella, secondo la difesa a commettere l’omicidio è stato il nonno paterno del bambino. L’avvocato Villardita a proposito del coinvolgimento di Andrea Stival spiega: “Il fatto che le indagini non lo collochino nell’abitazione non vuol dire che non ci fosse”.

Poi arrivano altre ammissioni su alcune bugie dette da Veronica in varie fasi della vicenda: “Ha detto alcune bugie, lo ammette lei stessa: erano frutto della paura e del timore di confessare il vero. La sua confessione ha avuto bisogno di una maturazione, è stato un percorso difficile e tortuoso e per questo ci è arrivata dopo un lungo periodo. La paura di portare allo scoperto la relazione col suocero e di confessare la verità è stata superata anche grazie ai contatti con una psicologa in carcere”. La conclusione del legale è molto chiara: “Questo è un processo indiziario nel quale la prova non è stata trovata oltre ogni ragionevole dubbio. Ciò che manca nell’intera ricostruzione del delitto è la pistola fumante”.

F.B.

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