Tagli agli stipendi, il Pd blocca la legge: Grillo insorge

Beppe Grillo (GIUSEPPE CACACE/Getty Images)
Beppe Grillo (GIUSEPPE CACACE/Getty Images)

La proposta di legge del Movimento 5 Stelle sul dimezzamento dello stipendio dei parlamentari ha appena iniziato il suo iter in Parlamento e si è già arenata. La colpa? Beppe Grillo non ha dubbi e punta il dito contro il Partito Democratico e il suo segretario Renzi. Ecco quello che è accaduto. Appena presentata in aula una mozione della maggioranza approvata con 109 voti di scarto ha fatto in modo che la nuova legge venisse rimandata indietro alla commissione. Furente la reazione di Grillo affidata a Twitter: “Il Pd ha votato per affossare la nostra proposta di dimezzamento degli stipendi dei parlamentari! #renzinonnasconderti”. Pochi istanti dopo il voto tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno lasciato la Camera e hanno raggiunto piazza del Parlamento dove è stato esposto un grande striscione con scritto ‘Il taglio degli stipendi, è questa la vera riforma” e dove è stato inscenato un sit-in di protesta. Luigi Di Maio ha commentato così il rinvio del ddl in commissione: “Gli italiani non ci hanno mai sperato, forse ci abbiamo sperato più noi. Ci aspettavamo che il governo presentasse un emendamento sulle presenze, ma con delle scuse da arrampicatori di specchi il Pd ha rinviato il provvedimento. Renzi presenta in tv gli emendamenti ma in parlamento è latitante”. Il deputato e componente del direttorio M5s Roberto Fico aggiunge: “È una vergogna, sono dei vigliacchi: questi qua viaggiano ad una marcia differente rispetto a quella del Paese”.

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F.B.