Una punizione tremenda per una bambina di otto anni

(foto dal web)
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Verrebbe da dire “Paese che vai, usanza che trovi”: nelle scorse ore, infatti, era emersa la vicenda di una mamma californiana che aveva scoperto la figlia di 13 anni mentre faceva sexting. Così, l’aveva costretta a sottoporsi a pubblico ludibrio, portando addosso per strada un cartello con scritto: “Ho 13 anni e chiedo foto di c***i”. Ora una nuova storia di punizioni corporali un po’ troppo eccessive arriva da Kuala Lampur, in Malesia, dove una mamma ha incatenato a un palo la propria bambina perché non era andata a scuola. Alcuni passanti si sono resi conto della presenza della piccola, che piangeva e si succhiava il pollice. Così hanno cercato di liberarla ma la catena era molto spessa ed era stata fissata con due lucchetti.

Ha raccontato un testimone: “La ragazzina era chiaramente sconvolta e non sapeva cosa fare. Stava succhiando il pollice e aveva le lacrime agli occhi. Abbiamo fatto rapporto alla polizia e speriamo che ora guardino alla famiglia della piccola con ulteriore attenzione per assicurarsi che la ragazza non sia danneggiata di nuovo”. Le immagini mostrano la ragazza in uniforme scolastica con la sua caviglia destra legata a un lampione di metallo. Si tiene al palo, mentre a qualche passo da lei c’è il suo zainetto scolastico abbandonato. Mohammad Azlin Sadari dal distretto di polizia di Subang Jaya, ha dichiarato: “Abbiamo ricevuto una telefonata da un uomo che ci informava di una bambina di sette o otto anni, con la gamba incatenata”. La bambina sarebbe stata legata al palo per circa un’ora, poi i vicini si sono attivati per farla liberare.

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GM