Baby squillo a Roma, ecco cosa faceva la mamma

(Websource/archivio)
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Il caso di prostituzione minorile che sconvolse la Roma bene nel 2013 non è ancora finito. L’onda lunga arriva ad oggi e coinvolge in modo terribile una delle mamme delle ragazzine coinvolte nello scandalo. La donna, una romana oggi 46enne, venne arrestata all’epoca dai carabinieri del Nucleo Investigativo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. La donna presentò subito ricorso dichiarandosi completamente estranea ai fatti. Invece gli inquirenti hanno appurato che non solo era perfettamente a conoscenza dell’attività di prostituzione della figlia 14enne, ma che ne traeva anche tangibili vantaggi economici. Ora per lei è diventata operativa e definitiva la sentenza di condanna, emessa dalla Corte d’Appello di Roma, con l’accusa di prostituzione minorile aggravata. La 46enne sconterà la pena presso il carcere di Rebibbia. Quello che fa rabbrividire sono le intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno incastrato la donna. In alcuni di questi dialoghi emergono infatti inquietanti minacce che la madre rivolgeva alla figlia: “Allora rifletti bene su quest’aspetto della scuola, per cortesia… perchè sennò è inutile che… io ti ritiro e…”, diceva la madre alla 14enne. La risposta della figlia era: “Non mi puoi ritirare mamma, non c’ho 16 anni, non lo puoi fare”. E la madre: “A posto, allora ce devi annà perchè fino a che non…”. E la figlia la interrompe:  “Io voglio andarci mamma io ci voglio andare però non voglio andarci senza aver fatto i compiti”. La madre replicava stizzita: “Il tempo si trova per fare i compiti, quando tu esci da scuola torni a casa … due ore studi … tre ore e…”. Insomma la donna non accettava la “scusa” dei compiti per poi non adempiere ai doveri di prostituta. “Devi trovare un modo per poter organizzarti, considerando poi che esci a mezzogiorno da scuola, dall’una alle tre puoi studià, tanto tu vai sempre alle tre lì (a casa di Mirko Ieni, uno dei clienti arrestati)”. Poi ci sono anche intercettazioni in cui la mamma la chiama allarmata perché la scuola si è accorta delle troppe assenze. E la figlia in modo agghiacciante risponde: “Mamma, sono a casa di Minni (Mirko, ndr) sto lavorando”.

F.B.