(Websource/archivio)

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Tito Boeri, presidente dell’Inps, da Torino si scaglia contro il governo Renzi, soprattutto a sfavore delle misure adottate da quest’ultimo per le pensioni (a suo dire, infatti, la riforma che aveva proposto lui sarebbe costata meno): “Mi sembra che gli impegni del governo sulle pensioni non siano tanto credibili. Speriamo che nella seconda fase del confronto con i sindacati, il prossimo anno, si possa mettere in campo una strategia coerente. Bisogna vedere se il governo avrà la forza per farlo. Ci avevano detto che il settimo intervento per gli esodati sarebbe stato l’ultimo, invece c’è stato l’ottavo e ho già il tam tam del nono”.

Boeri torna a parlare di pensioni proprio nel giorno in cui l’Inps ha reso noti i dati sui redditi dei pensionati. A quanto pare nonostante l’aumento della spesa pubblica, sono ancora in tanti a non riuscire ad arrivare a fine mese. 6,4 milioni di anziani (39,6% del totale) non raggiunge i 1000 euro mensili. Pessima la situazione tra le donne, dove la forbice è ancora più ampia (il 48,3 non arriva ai 1000 euro al mese). Nonostante la spesa pensionistica sia cresciuta nell’ultima annata dell’1,2% (280,2 miliardi), l’importo medio annuo è ancora molto basso, circa 12000 euro. I beneficiari sono attualmente 16,2 milioni. Poco più di 1 milione di persone, invece, può contare su pensioni d’oro, superiori ai 3000 euro, 6,2 milioni, invece, percepiscono tra i 1000 e i 2000 euro e 3,36 milioni incassano tra i 500 e i 1000 euro. A creare scandalo però è soprattutto l’enorme differenza tra uomini e donne, con i primi che tra i redditi più alti risultano essere il triplo rispetto al gentil sesso. Tra le pensioni più basse ci sono quelle di tipo assistenziale. Infine, per quanto concerne differenze tra regioni, il centro e il nord italia hanno dati abbastanza allineati, mentre per quanto riguarda il sud, le pensioni medie risultano essere almeno di 3000 euro l’anno più basse rispetto al resto della penisola.

Nel corso della giornata, Tito Boeri ha poi corretto il tiro rispetto a quanto affermato: “Mai detto e mai pensato che gli impegni del governo sono poco credibili. Anzi, le osservazioni che in passato ho rivolto all’esecutivo le ho fatte proprio perché so che il governo si impegna seriamente sui suoi piani. Oggi mi sono espresso unicamente sul tema delle salvaguardie precisando che ci avevano detto che la settima sarebbe stata l’ultima invece ora c’è l’ottava e ho già il tam tam della nona”.

Antonio Russo