Noemi, 85 anni, si avvelena senza saperlo

Noemi Guidotti (foto dal web)
Noemi Guidotti (foto dal web)

Noemi Guidotti, 85 anni, residente a Casola di Castel di Casio, nel bolognese è deceduta dopo aver mangiato sabato scorso dei funghi, rivelatisi velenosi. L’anziana donna ha avuto un’epatite fulminante che in appena cinque giorni di agonia l’ha condotta alla morte. Si è invece salvato il figlio 61enne, Fabio Franzaroli, ex dipendente Enel, grazie anche alla prontezza dei medici, che hanno capito subito di trovarsi di fronte a un’intossicazione molto pericolosa. I funghi consumati erano amanita phalloides, tra i più velenosi, scambiati per ‘blisgoni’, un tipo di amanita commestibile che cresce in quella zona dell’Appennino Bolognese.

I funghi sono stati usati per condire il ragù a pranzo, poi intorno a mezzanotte, madre e figlio iniziano a sentirsi male, con vomito e diarrea, ma solo la mattina dopo decidono di recarsi al pronto soccorso di Alto Reno Terme. Qui, secondo quanto racconta la moglie di Fabio Franzaroli, Patrizia Lazzari, comandante della polizia municipale del vicino paese di Gaggio Montano, “il medico di guardia, Claudio Venturi, capisce immediatamente la gravità della situazione e dispone il trasferimento dei due all’ospedale Maggiore di Bologna con la contemporanea attivazione del centro antiveleni”.

Nel frattempo, il Centro micologico della sezione provinciale di Arpae, affidandosi al dottore Andrea Bragalli, analizza i resti del pranzo, scoprendo appunto che erano stati consumati amanita phalloides. Le condizioni di Noemi Guidotti, intanto, peggiorano di minuto in minuto, mentre il figlio sta meglio e nel giro di qualche giorno viene dimesso. Per l’anziana, invece, non c’è nulla da fare. Si stima che i casi di avvelenamento o intossicazione da funghi siano tra 600 e 1300 ogni anno.

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GM