Hillary Clinton nei guai: l’Fbi riapre l’indagine sulle e-mail

Hillary Clinton (FREDERIC J. BROWN/AFP/Getty Images)
Hillary Clinton (FREDERIC J. BROWN/AFP/Getty Images)

Un nuovo fronte di scontro nella contesa tra Hillary Clinton e Donald Trump per l’elezione a presidente degli Stati Uniti. Lo spettro dell’Emailgate torna a incombere sulla candidata democratica, allungandosi sugli ultimi giorni di campagna elettorale e minacciando di ribaltare gli equilibri elettorali: James Coley, il direttore dell’Fbi, ha fatto sapere in una lettera a membri del Congresso che saranno riaperte le indagini per controllare nuove e-mail dell’allora segretario di Stato con l’obiettivo di verificare se contenevano materiale “classificato”. “Nel gestire un caso non collegato, l’Fbi è venuta a conoscenza di e-mail che sarebbero pertinenti con questa indagine”, si legge nella missiva inviata da Comey ai presidenti di diverse commissioni della Camera statunitense. Il direttore dell’agenzia investigativa federale ha spiegato di essere stato avvisato giovedì dai suoi collaboratori dell’esistenza delle e-mail incriminate, e di aver quindi deciso “che l’Fbi intraprenda le appropriate misure di indagine” per “stabilire se queste mail comprendano anche informazioni top secret“. Al momento, però, l’Fbi non sa dire se questo nuovo materiale sia “rilevante”.

Nei mesi scorsi la stessa Fbi aveva chiuso l’inchiesta sulle e-mail della candidata democratica, stabilendo che per quanto il comportamento di Clinton fosse da considerarsi “estremamente negligente”, non vi erano prove che avesse compiuto azioni illecite, cioè che informazioni top secret fossero state messe a repentaglio. Secondo quanto riferisce il New York Times, le nuove mail sono state rinvenute dopo il sequestro da parte delle autorità federali di dispositivi elettronici di proprietà del braccio destro di Hillary, Huma Abedin, e di suo marito Anthony Weiner, quest’ultimo coinvolto in una vicenda di scambio di foto a sfondo sessuale. Lo scorso settembre il procuratore federale di New York, Preet Bharara, aveva ordinato il sequestro dello smartphone e di altri dispositivi elettronici di Weiner. Il democratico, che nel 2011 aveva dovuto lasciare il Congresso a causa di un altro scandalo sessuale, è indagato dall’Fbi e dalla polizia di New York con l’accusa di aver scambiato messaggi di contenuto esplicitamente sessuale con una 15enne. Donald Trump e i repubblicani, che per tutta la campagna elettorale hanno continuato a insistere sul fronte della questione delle mail, si sfregano le mani: “Un grande giorno della nostra campagna è appena diventato anche migliore”, ha scritto su Twitter Kellyanne Conway, manager della campagna del candidato del Grand Old Party. “Sono contento che l’Fbi stia ponendo rimedio a tutti gli orribili errori fatti”, ha aggiunto Trump. Ne vedremo ancora delle belle.

EDS