“Io, marocchino, ero sulle barricate con gli abitanti di Gorino”

Asmaoui Abdendi Benatia (foto dal web)
Asmaoui Abdendi Benatia (foto dal web)

Sulle barricate, a Gorino, per impedire l’arrivo di una ventina di profughi, tutte donne e bambini c’era anche il marocchino Asmaoui Abdendi Benatia, il quale ha spiegato di non sopportare che si parli di razzismo: “Qui non c’è alcun razzista, lo garantisco io che sono extracomunitario. Si vergognino i moralisti che sputano vergognosi giudizi contro questa brava gente senza essere mai stati sul territorio nemmeno una volta. D’altronde a loro non interessa la verità, solo emettere sentenze intrise di ideologia”.

“Sono arrivato a Goro che avevo 6 anni, sono stato il primo extracomunitario a frequentare la scuola. Mi hanno sempre trattato benissimo. Ho giocato a calcio per anni nella squadra di calcio del paese. E ora ho il posto fisso in un’azienda locale che lavora e commercializza vongole e cozze”, ha raccontato il marocchino al ‘Resto del Carlino’, sottolineando che le accuse di razzismo “sono bestialità dette da persone che se ne stanno ben comode nei loro caldi salotti. E si riempiono la bocca parlando di cose che non conoscono, forse anche solo per mettersi in mostra”.

Per Asmaoui Abdendi Benatia, dietro la protesta c’è stato un “difetto” di comunicazione: “Posso assicurare che nessuno sapeva chi stava per arrivare. La gente si è impaurita. Se ne sentono troppe di notizie brutte. Sono convinto che se fossero state date le informazioni necessarie non sarebbe successo nulla”. Poi però aggiunge: “Credo che l’accoglienza non debba essere obbligatoria. Se qualcuno mi vuole imporre di ospitare in casa tre persone, di qualsiasi nazionalità, io dico no. E penso proprio che non le prenderebbero neppure quei benpensanti che sanno parlare tanto bene dietro un computer o in televisione. Detto questo, nel mio piccolo cerco di aiutare chi ha bisogno. Ma senza fare pubblicità”.

Sui flussi migratori attuali, infine, il marocchino spiega: “Ho messo piede in Italia nel 1994, in modo regolare: erano tempi ben diversi da quelli attuali. Oggi credo che il fenomeno andrebbe regolato, magari mettendo limiti precisi. Servirebbe non solo a impedire il caos in Italia, ma anche per tutelare chi parte da Paesi poveri con grandi speranze perché immagina di arrivare in un eldorado che nei fatti non esiste”. In conclusione, il consiglio di “non rischiare la vita per venire qui, magari finendo nelle mani di scafisti senza scrupoli. Non ne vale la pena”.

 

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GM