Gigi D’Alessio, stoccata a Valeria Marini

Gigi D'Alessio (Websource/archivio)
Gigi D’Alessio (Websource/archivio)

Gigi D’Alessio da sempre è un personaggio molto controverso nel panorama musicale italiano. Infatti, è allo stesso tempo molto amato, ma anche molto odiato. Negli ultimi mesi il suo nome è salito di nuovo alla ribalta sui giornali di gossip per un presunto debito che il cantautore napoletano avrebbe contratto con Valeria Marini (ex moglie del suo socio Cottone nell’acquisto del marchio Lambretta). Nella giornata di ieri l’artista partenopeo ospite a “Domenica In” dall’amico Pippo Baudo si è voluto raccontare tra musica e parole.

I due rimembrano sin da subito il loro primo incontro e i tanti cd portati da D’Alessio a Baudo per farsi conoscere. A questo punto il napoletano, seduto al piano, comincia subito ad intonare “Quel che resta del mio amore” (primo tentativo fallito di arrivare a Sanremo) e poi subito dopo la famosissima “Non dirgli mai” e racconta: “Per me arrivare a Sanremo era come arrivare a Lourdes e chiedere la grazia. Avevo voglia di arrivare fuori Napoli e portare al tempo stesso la mia Napoli con me. Lì ho portato un pezzo della mia vita. Arrivai decimo, ma il numero 10 era il numero di Maradona e questo mi rese felice lo stesso”. L’allegria però lascia presto spazio ad argomenti più seri e l’artista a quel punto lascia spazio all’uomo: ” Quello che mi è successo è stato uno sciacallaggio mediatico, ho capito dalle telefonate che mi arrivavano e dai messaggi di solidarietà quello che mi stavano facendo. E’ una storia che risale a 4 o 5 anni fa, ho sempre avuto un occhio anche per gli altri, non mi sono mai chiuso nelle mie 4 mura. Sono stato a parlare in Fiat per riportare questo marchio in Italia, la Lambretta, e dare 3000 posti di lavoro al sud, per dargli un’occasione. Ci ho creduto tanto, anche se non era il mio mestiere. Ho fatto degli investimenti, siamo stato sfortunati da una parte e dall’altra un po’ mi hanno preso in giro. Ma le cose, fortunatamente, non stanno come hanno scritto in tanti. Oggi le notizie le cambiano, le modificano a proprio piacimento, è una cosa vergognosa. Sono papà di quattro figli e vedere certe cose sul giornale, mi ha fatto venire lo schifo. Anche la storia con Valeria Marini è stata falsata. I suoi soldi non erano un prestito ma un acconto. era la moglie del mio ex socio Cottone. E quel giorno se li è fatti dare da Valeria. Sulle carte ha ragione, moralmente no. poi bisogna vedere se nella vita vuoi far valere le carte o la moralità. Nonostante tutto sto restituendo questi soldi a Valeria, giustamente ha tirato fuori quei soldi e li rivuole indietro. Io sono una persona che nella vita, delle cose, mi occupo non mi preoccupo. Io sono onesto chi è onesto, nella vita delle cose si deve occupare non preoccupare. Preferirei che tanta gente si occupasse delle cose invece di stare su internet a sputare odio gratuito. Se ci fossero più imprenditori seri ci sarebbero più posti di lavoro. Sai quanto amo la mia terra, so quanto soffre. A me questo sogno di dare tremila posti di lavoro mi allettava parecchio. La cosa fondamentale è credere in se stessi. Tutto sommato, anche quando sui giornali è uscito “Gli hanno ipotecato le case”, le banche sono obbligate a fare così. Non è successo nessun crac, nessun disastro, stiamo bene e stiamo sereni. I soldi sono sporchi, dopo che li hai contati, la prima cosa che fai è andare a lavarti le mani”.

Antonio Russo