Laura racconta la sua storia: “Sono viva perché avevo paura”

Laura Paparini (Websource/archivio)
Laura Paparini (Websource/archivio)

Laura Paparini, 23 anni, di Civitanova Marche è studentessa al Corso di laurea in chimica e tecnologie farmaceutiche di Camerino e ormai da qualche giorno si sente come una vera e propria miracolata. La giovane, infatti, è viva solo perché dopo la prima scossa del 26 ottobre, quella di magnitudo 5,2 delle 19:11 ha deciso di non rientrare più a casa. L’abitazione in cui viveva, infatti, è stata letteralmente travolta dal campanile crollato della chiesa di Santa Maria in via Cesare Battisti.

Laura racconta quei terribili momenti: “Ricordo bene. Stavo andando dalla cucina al bagno quando ho sentito tremare tutto, ho visto muoversi il lampadario e i muri. Ho capito che era il terremoto e sono fuggita. Pochi minuti dopo sono tornata dentro, giusto il tempo di prendere la borsa e un giubbetto. Poi sono andata in centro per unirmi alle mie due coinquiline e con loro sono risalita a casa, questa volta per prendere delle coperte e un po’ di cose per la notte. Saranno state le 20:45 (33 minuti prima della seconda scossa). La prima scossa mi ha salvato la vita. La paura mi ha salvato la vita. Se non ci fosse stata la prima botta, quella sera sarei rimasta in casa, in camera mia. Dopo aver preso il necessario per la notte, siamo andate in una pizzeria a prendere un po’ di pezzi, da mangiare dopo esserci allontanate dal centro cittadino. Ci siamo messe in auto ma non abbiamo avuto nemmeno il tempo di fare 10 metri che è arrivata di nuovo. Ha iniziato a tremare tutto. Urlavamo dal terrore. Era saltata la luce dappertutto. Io e un’altra ragazza siamo scese. Tremava tutto sotto di noi mentre sentivamo la gente che gridava e correva per le strade in preda al panico. Poi ci è arrivata una telefonata di due altre ragazze che abitano nello stesso nostro palazzo per dirci che un pezzo di casa era crollato. Abbiamo capito la gravità di quello che stava accadendo. Non potevamo più restare lì, così ci siamo rimesse in macchina e siamo tornate a Civitanova Marche”. Ora però c’è da ripartire, la città è ormai distrutta, ma gli studenti non hanno alcuna intenzione di abbandonare il proprio corso di laurea. Il rettore Flavio Corradini ha fatto il punto sulla situazione: “La situazione è critica e c’è un clima di assoluta incertezza, ma non dobbiamo lasciare Camerino perché il commercio vive grazie a noi, sarebbe la fine di tutto. Sposteremo le attività didattiche fuori città solo se sarà necessario e per un breve periodo”. Per il futuro, invece, Laura ha le idee chiare: “Sarà un momento molto duro, ma piano piano ci riprenderemo, si ripartirà, si deve ripartire perché lo studio comunque non può fermarsi deve ripartire, adesso sarà difficile. Adesso guardo le foto e le immagini in televisione e mi sfiora il pensiero che, se non fossimo uscite di casa, avremmo anche potuto non raccontarla. Ma è andata bene. Ho riabbracciato i miei genitori, che mi hanno detto di non preoccuparmi, di non pensarci perché l’importante è che ora io sia qui. Ma tornerò a Camerino. Torno presto”.

Antonio Russo