L’esperto Usa: “Così si evitano i morti nei terremoti…”

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
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Mentre in Italia si discute di ricostruzione e di possibile rinvio del referendum, dopo le scosse del 26 e del 30 ottobre tra Umbria e Marche, Tom Jordan, direttore del Centro per i terremoti della University of Southern California, paragona quanto accaduto al terremoto della Nuova Zelanda nel 2011. “Le nuove tecnologie ci consentono, in tutti e due i casi, di calcolare le probabilità del ripetersi di un evento catastrofico sulla base dell’andamento degli ‘aftershock’. Attenzione: parlo di modelli matematici basati sull’attività in corso, di probabilità, non di previsioni. La scienza non è ancora in grado di prevedere quando un evento sismico si verificherà né di sapere in anticipo quanto sarà violento”, ha spiegato l’esperto Usa in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.

Il sismologo spiega ancora: “Quella che si è verificata nell’Appennino tra Umbria e Marche da agosto in poi è una rara sequenza di terremoti violenti: eventi sismici drammatici, esasperanti per le popolazioni locali, ma anche circoscritti. Qualcosa di molto diverso dal ‘Big One’ che ci aspettiamo in California e anche dal terremoto dell’Aquila che ho studiato personalmente: nel 2009 fui chiamato dal governo italiano a proporre, nell’ambito di una commissione internazionale, interventi preventivi per il futuro”.

Tom Jordan ha poi parlato del cosiddetto ‘Big One’, il grande terremoto atteso in California: “Rispetto all’Italia la violenza sarà maggiore, ma abbiamo anche condizioni migliori in superficie. Quasi tutti gli edifici della California sono stati costruiti negli ultimi cento anni e sono stati rafforzati con severi criteri antisismici negli ultimi trenta. Questo ci consente di prevedere, anche con un terremoto esteso e di violenza impressionante, un numero relativamente limitato di perdite di vite umane”.

“La prevenzione è finalizzata a ridurre al massimo la perdita di vite, mentre contro i danni materiali si può fare ben poco. Le vittime potrebbero anche non essere moltissime considerata la violenza del cataclisma ipotizzato, ma i danni economici sarebbero enormi”, insiste il sismologo, poi chiosa: “Bisogna comunicare senza inutili allarmismi, non va creato panico. Ma non vanno nemmeno alimentare illusioni. Bisogna avvertire spiegando in modo dettagliato: la gente vuole sapere”.

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GM