Esplosione in ospedale: davanti ai soccorritori uno scenario macabro

Soccorsi in ospedale (foto dal web)
Soccorsi in ospedale (foto dal web)

Un dramma si è consumato ieri mattina intorno alle 12.30 all’ospedale Civile di Venezia, nel padiglione Jona, all’interno di un ascensore: una donna, una guardia penitenziaria di 28 anni, si è puntata la pistola alla testa e ha esploso un colpo. La giovane donna era andata per un controllo ad una detenuta ricoverata in ostetricia dopo un parto. Dopo aver eseguito il controllo al Nido, dove il neonato si trovava in osservazione e vicino a lei c’era la madre detenuta, la guardia penitenziaria è uscita e ha preso l’ascensore.

A quel punto è avvenuto il dramma: trasferita all’Angelo, la 28enne sarebbe in gravissime condizioni e in queste ore dovrà essere operata alla testa. Lo scenario che si è presentato davanti agli occhi dei soccorritori era drammatico: l’ascensore dell’ospedale era pieno di sangue con l’agente di polizia penitenziaria che giaceva a terra. Non sono note le cause del tragico gesto, mentre molti testimoni, pazienti dell’ospedale, hanno sostenuto di aver udito distintamente il colpo esploso.

Un anno fa, sempre in un nosocomio di Venezia, l’Angelo, si era consumato un altro dramma: un ingegnere 95enne, Ernesto Cecchinato, ha ucciso la moglie 90enne, Loredana Pedrocco, e poi si è sparato, rimanendo ferito in maniera gravissima. Secondo alcune testimonianze, l’anziano aveva raggiunto la consorte nella hall del nosocomio, quindi l’aveva freddata con tre colpi di arma da fuoco, prima di rivolgere la pistola verso di sé e tentare il suicidio. Era morto dopo alcuni giorni di agonia.

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GM