Ancora migranti morti. E il Governo finisce sotto accusa

(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

Ancora una strage di migranti nel Mediterraneo: almeno 239 persone risultano disperse dopo il naufragio di due barconi al largo delle coste libiche. A riferirlo, via Twitter, è Carlotta Sami, portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). La notizia è stata poi confermata da due dei superstiti, che sono stati portati a Lampedusa, dove nella notte sono giunti i 29 sopravvissuti a uno dei due naufragi, nel quale si contano un centinaio di dispersi e molti cadaveri già recuperati. Tra i sopravvissuti, in prevalenza provenienti dalla Guinea, anche una persona con gravi ustioni.

A Lampedusa la situazione è di nuovo al limite con circa 700 ospiti, mentre resta ancora inutilizzabile un’ala della struttura che nei mesi scorsi è stata incendiata. Nel frattempo arriva la denuncia di Amnesty International, secondo cui il cosiddetto “approccio hotspot”, promosso dall’Ue per identificare migranti e rifugiati al momento dell’arrivo, non solo ha compromesso il loro diritto a chiedere asilo ma ha anche alimentato “agghiaccianti episodi di violenza”. Il rapporto si basa su testimonianze di pestaggi, uso di manganelli elettrici e qualche caso di umiliazioni sessuali: “Mi hanno dato scosse con il manganello elettrico diverse volte sulla gamba sinistra, poi sulla gamba destra, sul torace e sulla pancia. Ero troppo debole, non riuscivo a fare resistenza e a un certo punto mi hanno preso entrambe le mani e le hanno messe nella macchina per le impronte”, racconta un 16enne che viene dal Darfur.

Il curatore del rapporto, Matteo de Bellis, evidenzia: “Determinati a ridurre il movimento di migranti e rifugiati verso altri Stati membri, i leader Ue hanno spinto le autorità italiane ai limiti, e talvolta oltre i limiti, della legalità. Il risultato è che persone traumatizzate, arrivate in Italia dopo esperienze di viaggio strazianti, vengono sottoposte a procedure viziate e in alcuni casi a gravi violenze da parte della polizia, così come a espulsioni illegali”. Queste ultime sono nell’occhio del ciclone: “Sotto le pressioni dell’Ue, l’Italia sta cercando di aumentare il numero dei migranti rinviati nei paesi di origine, anche negoziando accordi di riammissione con paesi le cui autorità hanno commesso terribili atrocità. Le autorità italiane devono porre fine a queste violazioni e assicurare che le persone non saranno respinte verso paesi dove rischiano persecuzione e tortura”.

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GM