“Vogliamo piangere i nostri cari” – FOTOGALLERY

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
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Il terremoto che ha colpito Marche e Umbria gli scorsi 25 e 30 ottobre “ha tolto non solo le case e il lavoro e forse il futuro, ma anche la possibilità di ricordare i nostri morti, rendere omaggio ai nostri cari defunti”. Lo dicono i residenti delle zone colpite dal sisma sottolineando come a Visso, Castelsantangelo sul Nera, Ussita i cimiteri sono inagibili. “Il terremoto questa volta ci impedisce di fare visita ai defunti”, dice Angela, una anziana sfollata. Chi vive nel capoluogo, Macerata, e ha parenti sepolti in quei luoghi, domanda: “Come faccio a spiegare a mia madre che quest’anno non potrò accompagnarla a trovare papà?”.

Il dolore è unanime: “Avremmo voluto andare al cimitero ma ci hanno detto che non si può”. Anche don Gilberto Spurio, il parroco di Visso, nel terremoto ha perso la casa e spiegava che non avrebbe potuto celebrare messa in suffragio dei defunti: “Diremo Messa all’esterno, vedremo come fare e se si potrà fare. Altrimenti la diremo in tenda e varrà lo stesso”. Anche i funerali di un anziano morto per cause naturali sono stati celebrati all’esterno della chiesa.

In queste ore, è rientrata in Italia la salma di Lucia Ciccioli, 32 anni, morta una settimana fa in un drammatico incidente stradale a Londra. Anche Loro Piceno, il comune di residenza della giovane, ha subito gravi danni e quindi la camera ardente sarà allestita in un tendone presso il campetto polifunzionale dell’oratorio della parrocchia, mentre sabato sarà il giorno dell’ultimo addio.

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GM