Arriva la bolletta ‘solidale’: ecco come funziona

Cartelle Equitalia (foto dal web)
Cartelle Equitalia (foto dal web)

Arriva la bolletta ‘solidale’. Avete capito bene: una delle parole più odiose e temute dagli italiani potrebbero ben presto fare rima con beneficenza. In pratica si potrà donare sei mesi di riscaldamento o un anno di luce.

L’iniziativa lanciata da A2A e Fondazione Cariplo avrà a disposizione inizialmente 2 milioni di euro per aiutare le famiglie a rischio povertà che non sono più in grado di sostenere le spese quotidiane, a partire proprio dalle bollette.

Abbiamo creato il Banco dell’energia — spiega il presidente di A2A, Giovanni Valotti — una onlus indipendente che ha il compito di gestire la raccolta fondi e di erogarli ad associazioni e organizzazioni del Terzo settore che realizzano progetti a favore delle famiglie. Fondazione Cariplo, oltre a mettere un milione di euro come noi, mette a disposizione la propria competenza nel selezionare gli enti a cui affidare l’erogazione del servizio ai beneficiari“.

Lo strumento affiancherà i canali tradizionali di raccolta fondi, come i conti correnti, si aggiunge quindi la bolletta su cui il cliente potrà autorizzare l’addebito della donazione. “È la prima volta che avviene in Italia e in Europa – spiega Valotti – Destinatarie non saranno però solo le famiglie clienti di A2A che non riescono a pagare luce e gas, ma quelle in difficoltà che hanno anche altri fornitori. Il nostro obiettivo è costruire un modello di sostegno di tipo partecipativo, per cui chi riceve la donazione si impegna moralmente a restituire al Banco dell’energia quanto ricevuto o contribuendo alla raccolta fondi o attraverso forme di volontariato a beneficio della comunità”.

Il progetto con A2A si inserisce in un ampio spettro di attività — spiega Giuseppe Guzzetti, presidente dell’ente —: dal fondo nazionale contro la povertà, realizzato insieme al governo e alle altre fondazioni di origine bancaria, fino ai progetti legati all’housing sociale, per chi ha bisogno di una casa». Guzzetti sottolinea che «non è un Paese civile quello che non si occupa della condizione di povertà in cui versano le persone. Che non si preoccupa dei giovani senza un lavoro, delle fasce più deboli lasciate ai margini. Ci sono ad esempio 13 mila bambini che non mangiano a sufficienza a Milano: entro l’anno presenteremo un progetto che si occuperà di questo grave problema, inaccettabile“.

TUTTE LE NEWS DI OGGI – VIDEO