Bersani a Renzi: “Da certa gente meglio gli insulti”

(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“Per la prima volta nella storia il Governo imbraccia la riforma costituzionale e il governo cambia la legge elettorale con la fiducia per attirare il consenso popolare e creare una tensione. Questo non glielo posso perdonare. Stiamo tirando la volata a soluzioni regressive. Stiamo tirando la volata ad una nuova destra, stiamo preparando la cuccia a qualcosa che non saremo noi. Così perdiamo tutti”. Con queste parole Pier Luigi Bersani torna ad attaccare il premier Matteo Renzi e mentre da un lato dice che non deve andarsene se vincerà il no al referendum dall’altro gli rivolge pesanti accuse. Qualcuno ha accusato l’ex segretario di fare campagna per il no in giro per l’Italia. Lui risponde così: “Non è un mistero che una parte del centro-sinistra e degli ex elettori del Pd voteranno No. Io sto cercando di tenere insieme coloro che hanno lasciato il Pd senza che il capo del partito abbia fatto nulla per trattenerli”. Poi Bersani parte all’attacco: “Sono stato insultato da certa gente per la mia posizione, ma dico che da certa gente è meglio essere insultati che omaggiati. Io non sono un traditore, anzi, sono stato fedele e coerente con i valori della ditta e per me la ditta è solo l’Ulivo. Io sto cercando di fermare una deriva che ci porterà a una semplificazione estrema in cui chi otterrà il 25% dei voti avrà tutto. Stiamo tirando la volata alla destra, alla destra che toglierà i voucher se non li togliamo noi, alla destra non liberista ma protezionista. La sinistra deve tornare a fare il suo mestiere, di protezione dei suoi valori”.  Infine su Renzi dice: “Io l’ho sempre riconosciuto come presidente del Consiglio e segretario e sono rimasto nel Pd. Ma non si può negare che c’è chi non si riconosce più in questo partito”.

Bersani poi prova a proporre quello che secondo lui dovrebbe davvero fare la sinistra: “Deve dare nuove regole del lavoro, ridurre la forbice fisco-welfare, vedere cosa può fare con gli investimenti pubblici. Su questo dobbiamo discutere ma non lo facciamo.

F.B.

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