Terremoti: “Uno tsunami può colpire 4 regioni italiane”

schermatap202016-11-03p20allep2020-56-18_03210557-jpg-pagespeed-ce-tukq64etgn-1“Uno tsunami può colpire quattro regioni italiane”. A lanciare l’allarme è stato il professor Franco Ortolani, geologo e docente ordinario presso l’Università Federico II di Napoli intervistato dal quotidiano ‘La città’. L’attenzione dello studioso è focalizzata sul Marsili, ovvero il più grande vulcano d’Europa sommerso. Vale la pena ricordare che il Marsili è un vulcano sottomarino localizzato nel Tirreno meridionale e appartenente all’arco insulare Eoliano. Si trova a circa 140 km a nord della Sicilia ed a circa 150 km ad ovest della Calabria.

Il vulcano Marsili può rappresentare un pericolo non per l’attività vulcanica, ma per il fatto che si possono staccare delle porzioni di roccia in seguito a dei fenomeni sismici con un conseguente risucchio di acqua che scatenerebbe un’onda di maremoto”.

E alla domanda su un possibile tsunami nel Mediterraneo l’esperto dice: “Il pericolo potrebbe derivare dal fatto che – sostiene ancora Ortolani – essendo un apparato con i versanti molto inclinati ed essendo sommerso, si stacchino delle porzioni di roccia in seguito, ad esempio, a dei fenomeni sismici. Tali rocce, rotolando velocemente verso il fondo del Tirreno, potrebbero determinare un risucchio di acqua per poi creare un ritorno con innalzamento che scatenerebbe un’onda di maremoto, il famoso tsunami. L’onda anomala andrebbe a colpire le coste della Campania, della Basilicata, della Calabria tirreniche e del nord della Sicilia. È questo – conclude il professore – il vero pericolo costituito dal Marsili: uno tsunami causato da eventuali distaccamenti di rocce e non da un’eruzione”.