“Qui comandiamo noi, non c’è spazio per i bianchi”

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A Savile Town, sobborgo di Dewsbury nello Yorkshire in Inghilterra, dall’ultimo censimento, datato 2011, emerge che su circa 4mila abitanti appena 48 sono bianchi. Il paese è abitato infatti per la maggior parte da pakistani o indiani, moltissimi vestono gli abiti tradizionali islamici. Ad attrarre i tanti stranieri, la manodopera a basso costo, poi sono iniziati a spuntare negozi etnici, quindi la moschea e infine – a quanto pare – anche un tribunale della Sharia.

Secondo il Daily Mail, “otto dei nove pub della città hanno chiuso per mancanza di clienti”, visto che gli islamici non bevono alcol. A causa della sostituzione etnica, hanno chiuso anche la parrucchiera e il negozio del paese. Da Savile Town, peraltro, era partito Mohammed Sidique Khan, il capo del commando che ha fatto esplodere le bombe nella metropilitana di Londra. Chi non va via, vive una situazione di estremo disagio, come racconta Lorena Matthews: “Uscire di sera per una donna non musulmana è pericoloso, i ragazzi immigrati ti fanno sentire intimiditi perché non rispettano le donne bianche”.

“Vai via, non dovresti essere qui”, risponde un ragazzo al cronista del ‘Daily Mail’ che gli chiede della moschea, non risparmiandosi di sputargli addosso. Nel sobborgo fa la voce grossa una setta ben precisa dell’islam e molto radicata in Gran Bretagna, i Deobandi, una cui costola si sta diffondendo anche nel nostro Paese.

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GM