Un mese dal referendum: ecco come andrà a finire

(Jack Taylor/Getty Images)
(Jack Taylor/Getty Images)

Mentre si pensa già alle conseguenze politiche del voto sul referendum costituzionale per il governo Renzi, dai sondaggi emerge un vero e proprio testa a testa tra sostenitori del Sì e quelli del No, con questi ultimi dati in vantaggio da tutte le più recenti rilevazioni. Anche Demopolis, che un paio di settimane fa aveva dato il Sì avanti con il 51%, ora sostiene che il fronte del No risulta al 50,5%. Secondo il più recente sondaggio Index, del 3 novembre 2016, il No si assesta al 51,8% contro il 48,2% del Sì, il picco massimo anche se la forbice continua a non essere così ampia.

Nel caso di questo sondaggio, il divario è aumentato man mano che si riduceva il numero degli indecisi, che sono ora meno di uno su cinque. Una vittoria più ampia del No viene data da Winpoll: il 52,5% di chi ha già deciso cosa votare boccerà la riforma. Il fronte del No sarebbe addirittura vicino al 53% per Tecné, mentre la rilevazione Emg, che mette nel paniere pure gli indecisi, descrive un quadro più frastagliato: No 37,6%, Sì 34,7%, indecisi 27,7%.

Ancora una volta, domina l’astensionismo, che varia tra il 40,6% e il 47%. Stando poi a Blogmeter, il popolo del No sui social media è vicino al 64%. Spiega Vincenzo Cosenza, responsabile della sede romana di Blogmeter: “Al momento emerge una minore efficacia della comunicazione sostenuta dai promotori del referendum, mentre è maggiore la mobilitazione online di coloro che sono contro la riforma costituzionale. Sarà interessante fotografare cosa cambierà nelle prossime settimane”.

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GM