Rottamazione cartelle Equitalia: ecco cosa fare

(websource/archivio)
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A partire dal primo luglio 2017 Equitalia cesserà di esistere e al suo posto ci sarà un ente pubblico economico, denominato “Agenzia delle Entrate-Riscossione”, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministero dell’economia e delle finanze. Per tale ragione, vanno presentate entro il 23 gennaio, e non il 21 come detto in precedenza, le domande per usufruire della rottamazione delle cartelle erariali di Equitalia, in base a quella che è la riforma proposta in tal senso dal governo Renzi, che prevede “sconti” sulle cartelle esattoriali e quelle relative alle multe.

Anche se si parla di riforma di Equitalia, la rottamazione vale per tutte le cartelle esattoriali: queste potranno essere pagate senza interessi e sanzioni anche le iscrizioni, senza distinzione alcuna tra i concessionari e riguarderanno i ruoli relativi agli anni 2000-2015. E’ chiaro però che questa venga vista come una riforma riguardante principalmente Equitalia, che ha predisposto un modulo la cui consegna dovrà essere fatta presso gli uffici della concessionaria oppure con posta elettronica certificata alle e-mail indicate sul modulo e sul portale della società.

Tale modulo di adesione, che ha il codice “DA1”, dovrà vedere indicate le cartelle Equitalia (e i relativi carichi) per le quali chiedono la definizione agevolata. Entro le 24 ore, poi il concessionario della riscossione dovrà comunicare a chi ha aderito l’importo complessivo dovuto e le singole rate, con la data di scadenza di ciascuna. Verranno a quel punto inviati i bollettini, ma sarà necessaria comunque la puntualità, altrimenti si perderà ogni diritto a sconti.

Possono richiedere gli “sconti” anche coloro che hanno già in parte pagato la cartella fiscale, magari attraverso il meccanismo della rateizzazione: salderanno ovviamento solo il debito residuo sul capitale. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recuperano. Oltre che con bollettini precompilati, si può pagare anche attraverso la domiciliazione sul conto della banca. Infine, si fermano poi i tempi di prescrizione e decadenza ma anche quelli per le ‘azioni esecutive’ del fisco, come le ganasce fiscali o il pignoramento, qualora non siano già scattate. La rottamazione non vale per l’Iva all’importazione, ma anche per le multe Ue e quelle in cui vi sia stato un pronunciamento della Corte dei conti.

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GM