Il Viminale fa causa a Vallanzasca, poi arriva la beffa

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Stato italiano contro Renato Vallanzasca. Al contrario di quello che si potrebbe pensare non è detto che vincano i buoni in queste occasioni. Il Viminale infatti ha intentato una causa contro il noto criminale in relazione al risarcimento da oltre 400mila euro da lui mai versato per l’omicidio di un poliziotto avvenuto nel 1976 e ai presunti compensi che, invece, Vallanzasca avrebbe ottenuto per due libri e un film che parlano della sua vita. Abbastanza incredibilmente il Tribunale civile di Roma ha dato ragione al “bel Renè” già condannato complessivamente a quattro ergastoli e 295 anni di reclusione. In pratica il Viminale chiedeva di accertare la “disponibilità economica” di quasi 300mila euro in capo a Vallanzasca, attraverso la moglie Antonella D’Agostino, in seguito ad una scrittura privata per la cessione dei diritti dei libri e del film. La cifra sarebbe andata a parziale copertura dei 425mila euro di risarcimento mai versati dopo la condanna all’ergastolo per l’omicidio dell’agente di polizia Bruno Lucchesi. Il tribunale ha respinto l’istanza. come si legge nella sentenza la moglie ha spiegato che le somme ricevute “erano dovute alla propria attività di collaborazione (stesura del copione, permanenza sul set, scelta degli attori protagonisti e non, serate per la promozione)” per il film. “Tali somme erano state comunque interamente spese sia per le cure dell’anziana suocera che per le esigenze del consorte”. Per il giudice “dalla documentazione in atti, ed in particolare dagli esiti degli accertamenti patrimoniali compiuti dalla Guardia di Finanza, non emergono elementi univoci idonei a dimostrare che metà delle somme pagate alla D’Agostino fossero riscosse in nome e per conto del Vallanzasca, in quanto dai bonifici bancari e dalle copie degli assegni non emerge la causale dei pagamenti”. Come se non bastasse il ministero dell’Interno non solo ha visto il rifiuto della propria istanza, ma è stato anche condannato a versare 5800 euro di spese legali alla moglie dell’ex boss.

F.B.